Le missioni Nasa per i prossimi 10 anni

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A dispetto di quanti pensano che la Nasa, dopo il pensionamento dello shuttle, incontrerà difficoltà a raggiungere lo spazio, giunge in questi giorni la smentita da parte dei portavoce dell'agenzia spaziale americana. In programma una serie di missioni schedulate per il prossimo decennio.

Michael Freilich, direttore dell'Earth Science Division, ha annunciato pubblicamente all'American Geophysical Union, l'intenzione da parte della Nasa di lanciare ben 16 missioni alla volta nel cosmo. Toni molto diversi da quelli pessimistici dello scorso anno, dunque. Pare infatti che il budget precedente sia cresciuto, con un'aggiunta di 2,4 miliardi di dollari destinati alle future spedizioni. Si stima che potranno essere almeno un paio i lanci programmati in un solo anno. Ma andiamo con ordine.

Sono 3 i lanci previsti per il 2011, ognuno orientato a posizionare intorno alla Terra altrettanti satelliti. Questi avranno il compito di monitorare le condizioni atmosferiche e climatiche del pianeta. Dopo i ritardi del passato, questi sofisticati strumenti coadiuveranno gli studiosi a misurare anche le condizioni di salinità dei mari e quelle ambientali dei poli.

In programma per ottobre 2012 la missione Landsat Data Continuity che, con il contributo dell'Aerospace Exploration Agency giapponese, avrà il complesso compito di esaminare nel dettaglio la Terra e le sue condizioni.

Un secondo osservatorio orbitante è progettato per essere lanciato nel 2013. Questo dovrà sostituire il satellite perso nella precedente missione del 2009. La Nasa è anche al vaglio di un probabile allestimento di un secondo satellite da mandare in orbita nel 2015. Lo scopo sarà sempre collegato a quello dell'Orbiting Carbon Observatory, ossia misurare il livello di carbonio presente.

Sono schedulate anche delle missioni collegate tra loro. A partire dal 2014, saranno ben quattro le missioni a catena che si succederanno per coadiuvare gli scienziati nell'analisi dei dati acquisiti dai vari strumenti posizionati nelle basi spaziali in orbita. La prima sarà la Soil Moisture Active Passive, per finire nel 2018 con la Deformation Ecosystems Struvture and Dynamics of Ice.

Sarà durante questo 2011 che la Nasa si proporrà di estendere il programma Venture il cui scopo precipuo è quello monitorare le metamorfosi terrestri. Quest’anno sarà sollecitata l’installazione di nuove strumentazioni, tra i quali anche nuovi satelliti. Tale richiesta richiederà agli scienziati un impegno della durata di cinque anni con un finanziamento che va dai 65 ai 95 milioni di dollari.

L’esigenza di strumenti sempre più sofisticati è molto sentita nel mondo scientifico. È solo attraverso nuove apparecchiature che gli studiosi potranno ottenere nuove opportunità di studio. L’Earth Science Division si propone di programmare nuove missioni dello stesso tipo anche nel 2013.

Infine, il programma scientifico della Nasa è orientato a monitorare ogni cambiamento climatico subito dalla Terra. “Per la prima volta l’amministrazione ha conferito alla Nasa il mandato di esaminare il modo in cui potremmo contribuire alla stabilità climatica”, afferma Freilich. Con questo intento, l’agenzia spaziale pianifica di installare sulla stazione spaziale internazionale nuove apparecchiature di monitoraggio. Il tutto in programma per il 2014. Questi strumenti saranno destinati a misurare l’ozono, l’aerosol ed il vapore acqueo.

Da non sottovalutare le missioni organizzate in cooperazione con altri enti internazionali. Soprattutto con il German Aerospace Center e con l’agenzia spaziale francese, con i quali già dal 2002 è in corso un esperimento atto a valutare i diversi cambiamenti nel colore dell’oceano. Questo progetto, l’Ocean Ecosystem Mission, è schedulato per il 2018.

Federica Vitale

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