Il test del sangue che predice le malattie e calcola l'eta'

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Quanti anni hai? Lo dice un nuovo test del sangue, in grado di rivelare non solo la nostra età ma anche il nostro stato di salute in relazione agli anni.

Lo studio, nato da una collaborazione durata 7 anni tra il King's College di Londra, il Karolinska Institutet in Svezia e la Duke University negli Stati Uniti, ha utilizzato un processo chiamato RNA-profiling, l'analisi dell'RNA per misurare e confrontare l'espressione genica di migliaia di campioni di tessuti umani.

Invece di lavorare sui geni associati alla malattia o alla longevità estrema, il Medical Research Council (MRC) ha scoperto che l'attivazione di 150 geni nel sangue, nel cervello e nei muscoli erano un marchio di garanzia di buona salute a 65 anni di età. I ricercatori sono stati quindi in grado di elaborare una formula riproducibile del cosiddetto invecchiamento sano e di usarla per dire quanto bene una persona stia invecchiando rispetto ai coetanei. Una sorta di Rna ottimale per un 65enne.

I ricercatori hanno scoperto una vasta gamma di età biologiche di decine di persone nate nello stesso tempo confermando che l'età biologica di una persona è distinta dalla sua età cronologica.

Considerando ad esempio i 700 volontari di circa 70 anni apparentemente sani, il test ha stimato un'età biologica che variava anche di parecchio da quella anagrafica. Alcuni avevano fatto segnare un punteggio compatibile con un'età di 60 anni ma c'era anche chi invece poteva essere paragonato a una persona di 80 anni.

È importante sottolineare che il punteggio basso era correlato al declino cognitivo, il che implica che il test molecolare potrebbe tradursi in un semplice esame del sangue, in grado di individuare i soggetti più a rischio di malattia di Alzheimer o di altre forme di demenza.

Precisano però gli scienziati che il punteggio ottenuto non è stato correlato alle condizioni di vita comuni come le malattie cardiache e il diabete, e di conseguenza rischia di rappresentare un tasso unico di invecchiamento indipendente dalle scelte di vita di una persona, che invece incidono parecchio sulla salute.

Ma i ricercatori sono soddisfatti, certi che i loro risultati forniscano la prima prova pratica e precisa della velocità con cui il corpo invecchia. Allo stesso tempo, il test molecolare potrebbe essere d'aiuto nei trapianti.

Secondo l'autore principale dello studio, il prof. James Timmons della Divisione di Genetica e Medicina Molecolare del King'sCollege di Londra

“data la complessità biologica del processo di invecchiamento, fino ad ora non vi è stato alcun metodo affidabile per misurare quanto bene una persona stia invecchiando rispetto ai suoi coetanei. La capacità fisica come la forza l'insorgenza della malattia è spesso utilizzata per valutare l''invecchiamento sano' tra gli anziani, ma al contrario, ora possiamo misurarlo prima che si manifestino i sintomi di declino o di malattia. Ora abbiamo bisogno di saperne di più queste vaste differenze di invecchiamento, con la speranza che il test possa essere utilizzato per ridurre il rischio di sviluppare malattie associate all'età”.

I risultati, pubblicati su Genome Biology, permetteranno di migliorare la gestione delle malattie legate all'età.

Francesca Mancuso

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