#Ora legale: danneggia il cuore. Al via la campagna statunitense per abolirla

Ora legale cuore

Domani 28 marzo alle 2 di notte scatta l’ora legale, ma c’è chi sostiene fermamente sia dannosa per la salute, in particolare per il cuore, maggiormente soggetto a infarto. Uno studio dell’Università del Michigan dimostrerebbe come il rischio di attacco cardiaco aumenti fino al 25 per cento il lunedì successivo all’introduzione del cambio dell’ora. Un gruppo di attivisti Usa chiede dunque la sua immediata abolizione.

Esporsi al sole è un toccasana per il cuore, ma alterare il ritmo notte-giorno anche solo di un’ora potrebbe essere dunque pericoloso. Anche se è difficile trovare e dimostrare le motivazioni esatte, i dati sembrano parlare chiaro. “Il cambiamento che vediamo è sottile, ma sappiamo che questo incrementa il livello di stress, e con questo la probabilità di un attacco di cuore” ha spiegato Hitinder Gurm, che ha guidato lo studio.

In realtà il Lunedì è in generale un giorno particolarmente stressante, per il rientro alle attività lavorative o casalinghe frenetiche, con conseguente riduzione delle ore di sonno, e non a caso studi precedenti avevano dimostrato come il rientro dell’ora solare, comportando un’ora di riposo in più, potesse ridurre il rischio di infarto fino al 10 per cento.

Questi nuovi risultati quindi sotto questo punto di vista non stupiscono. Lo studio, pubblicato l’anno scorso, ha preso i dati degli ospedali in tutta Michigan nel periodo di tempo tra il 1 gennaio 2010 e il 15 settembre 2013 , trovando picchi di casi di infarto concentrati in quel particolare Lunedì. I medici hanno consigliato di andare a dormire sempre un po’ prima nei giorni precedenti, per evitare lo shock dovuto all’ora legale. Ma c’è chi ne chiede l’abolizione.

Negli Stati Uniti, infatti, sull’onda di questi dati scientifici, alcuni attivisti stanno portando avanti una battaglia per evitare il cambio dell’ora due volte l’anno, chiedendo l’introduzione di un’”ora legale 365 giorni all’anno”. Ma per ora non si hanno notizie sul seguito che sta ottenendo e quindi sulla possibilità che la richiesta venga presa seriamente in considerazione.

È possibile consultare lo studio a questo link.

Roberta De Carolis

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