La solitudine è due volte più pericolosa dell'obesità

La solitudine fa male alla salute e accorcia la vita. E' dannosa al pari del fumo e dell'alcol e perfino due volte più pericolosa dell'obesità. E' quanto emerge da una ricerca condotta da alcuni ricercatori della Brigham Young University a Provo (Utah), pubblicata su PLoS Medicine. Gli esperti hanno provato che "le relazioni sociali, non importa se con cari amici, familiari, o colleghi di lavoro, aumentano le probabilità di sopravvivenza del 50 per cento".

"L’idea che la perdita di relazioni sociali sia un fattore di rischio di mortalità non è ben riconosciuta dal pubblico e neppure dagli operatori sanitari", chiosa Julianne Holt-Lunstad, che ha guidato lo studio.

Analizzando circa 150 analisi, dalle quali hanno ricavato i dati di mortalità su un certo numero di persone e informazioni sui loro rapporti sociali, i ricercatori hanno confrontato l’impatto dell’isolamento sociale sulla mortalità, in relazione ad altri fattori di rischio più noti.

E dai risultati è dunque emerso quanto "vivere senza intrattenere rapporti col prossimo equivale a fumare 15 sigarette al giorno o ad abusare dell’alcol". Secondo quanto si legge su PloS Medicine, sarebbero infatti "molti i modi attraverso i quali amici o familiari possono influenzare positivamente la salute". Si passa dall’effetto tranquillizzante di un contatto fisico, alla scoperta di nuovi confini nella propria esistenza.

"Quando una persona intrattiene relazioni con gli altri - aggiunge poi Holt-Lunstad - si sente in qualche modo responsabile per loro ed è stimolata a prendersi cura di sé e a evitare situazioni di rischio per la propria salute". Inoltre, gli esperti rendono anche noto che "l’effetto protettivo delle relazioni" vale per qualsiasi periodo della vita.

Augusto Rubei


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