L'ottimismo? Fa bene al cuore. Una nuova conferma

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L'ottimismo, fa bene al cuore. Una nuova ricerca, svolta presso la Harvard School of Public Health (HSPH), conferma il fatto che essere positivi aiuta il nostro organismo e soprattutto ci tiene lontani da attacchi cardiaci, ictus e altre malattie cardiovascolari.

Io penso positivo” cantava Jovanotti. E forse dovremmo seguire il suo esempio se a beneficiarne sarà la nostra salute. Nella revisione più grande mai effettuata finora sugli studi precedenti che hanno approfondito l'argomento (ben 200), Julia Boehm e Laura Kubzansky, principali autrici della ricerca, hanno scoperto che alcune “risorse” psicologiche, come l'ottimismo e le emozioni positive offrono una protezione contro le malattie cardiovascolari, rallentando in molti casi la progressione di eventuali patologie.

"L'assenza del negativo non è la stessa cosa della presenza del positivo. Abbiamo scoperto che fattori come l'ottimismo, l'essere soddisfatti della propria vita e la felicità sono associati ad un rischio minore di contrarre le malattie cardiovascolari, indipendentemente da fattori quali l'età, lo stato socio-economico, il fumo e il peso corporeo", ha spiegato Julia Boehm.

Secongo gli esperti di Harvard, ad esempio, gli individui più ottimisti avevano un rischio ridotto del 50% di riportare un problema cardiovascolare rispetto ai loro coetanei meno ottimisti.

Ma come fare ad esserne certi? Boehm e Kubzansky hanno indagato il benessere e l'associazione con le malattie cardiovascolari e con alcuni marcatori biologici e hanno scoperto che gli individui con uno spiccato “senso del benessere” impegnati cioé in comportamenti più sani, come l'esercizio fisico, la dieta equilibrata e una buona qualità del sonno presentavano un'incidenza minore di problemi al cuore. È chiaro che un maggiore benessere era collegato anche ad una migliore funzionalità biologica, dalla pressione sanguigna più bassa al peso corporeo normale.

Ma se le ricerche future continueranno ad evidenziare simili nessi tra l'ottimismo e la salute, ciò potrà avere rilevanti implicazioni sulle strategie di prevenzione e di intervento contro queste malattie. Dalla felicità dipenderà la nostra salute cardiovascolare? Forse.

Lo studio è stato pubblicato su Psychological Bulletin.

Francesca Mancuso

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