Ritmo sonno-veglia: scoperta la molecola che regola l'orologio biologico

Orologio_biologico

Il suo nome non è dei più semplici, longdaysin, ma ha la capacità di rimettere in moto uno dei meccanismi basilari della nostra vita, il cosiddetto orologio biologico.

Grazie all'aiuto di un robot che opera nella ricerca genetica, un gruppo di studiosi dell'University of California-San Diego, in collaborazione con una squadra speciale dello Scripps Research Institute, avrebbero compreso che tre differenti enzimi sono i responsabili del processo.

Il vantaggio del composto sarebbe principalmente quello di azzerare l'orologio biologico delle persone che viaggiano di frequente o che nel proprio lavoro seguono un turno di notte.

Ne è convinto Steve Kay, decano della UCSD per il settore delle Scienze Biologiche: "Il composto che permette all'orologio di rallentare o accelerare potrebbe essere utilizzato anche per il suo sfasamento. Questo aiuterebbe il nostro corpo ad impostare un nuovo ciclo circadiano nel caso di jet lag o di lavoro a turni”.

Ma dove si trova questa molecola? Per trovarla i ricercatori guidati da Tsuyoshi hanno esaminato alcune cellule umane affette da cancro osseo in cui esse brillavano in risposta ai cambiamenti dei ritmi circadiani. Poi, grazie al già citato robot vi hanno proiettato oltre 120 mila potenziali composti molecolari per vedere quali avrebbero avuto un effetto su quei ritmi.

Ma è ancora presto per cantare vittoria. Il prossimo step sarà quello di testare il longdaysin nei mammiferi da laboratorio. E sperare che i topolini tornino freschi e risposati.

Francesca Mancuso

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