Teorie complottiste: l’Università di Oxford ne dimostra la falsità

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Teorie complottiste: l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna, i vaccini causano l’autismo, la cura del cancro esiste ma è tenuta segreta, i cambiamenti climatici sono un’invenzione elaborata per produrre reddito. Queste quattro convinzioni largamente diffuse sono state oggetto di uno studio scientifico dell’Università di Oxford volto a produrre un modello che potrebbe aiutare a frenare questi fenomeni sociali.

Una teoria complottista è la convinzione che un risultato della scienza o in generale gli eventi della storia siano stati manipolati da forze di potere oscure per soggiogare le popolazione e spingerla a credere al falso. Questo anche quando tale risultato è pubblico, dimostrato, e più volte ripetuto. Ma quanto tempo può rimanere segreta una presunta verità? Quante persone potrebbero essere state coinvolte? E per quanto potrebbero essere mantenuti tali segreti? Un fisico, David Robert Grimes, lo ha calcolato.

Lo scienziato ha inizialmente elaborato un’equazione per esprimere la probabilità che una vera cospirazione sia deliberatamente scoperta da una talpa, o rivelata per sbaglio. L’espressione è stata costruita con i fattori rappresentanti il numero di cospiratori, il periodo di tempo, nonchè tutto quello che può colpire un cospiratore e che lo possa portare alla morte (vecchiaia, atti violenti), ciascuno moltiplicato per la rispettiva probabilità di accadimento.

Grimes in particolare ha calcolato il numero massimo di persone che potrebbero prendere parte a un intrigo, mantenendo il segreto per un periodo di tempo considerevole, arrivando a dimostrare che per un complotto che duri cinque anni non si possono superare le 2 mila 521 persone, per uno di dieci anni meno di mille, mentre per un inganno secolare non si potrebbe superare il numero di 125 collaboratori.

In considerazione dei dati spropositati di persone che sarebbero coinvolte nei presunti complotti sbarco sulla Luna, cura del cancro, cambiamenti climatici e vaccini dannosi, la matematica dà pieno torto alle teorie, dimostrando che, fossero state vere, si sarebbero dimostrate tutte in non più di quattro anni (in alcuni casi in meno di due).

“La teoria qui presentata potrebbe essere utile per contrastare le conseguenze potenzialmente deleterie di racconti fasulli e contro la scienza, e per esaminare le condizioni in base alle quali ipotetiche cospirazioni possano essere sostenibili” scrive l’autore.

E se fosse anche questa una cospirazione? Sì perché è tutto matematicamente corretto, però le convinzioni restano per meccanismi inconsci legati a volte alle paure, a volte alla sensazione di aver scoperto verità e l’orgoglio umano di sentirsi diversi. A volte poi, fatto innegabile, perché la società odierna è abituata, a torto o a ragione, a non fidarsi.

Il lavoro è stato pubblicato su PLoS One.

Roberta De Carolis

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