Intelligenza artificiale: il pronipote di Hal 9000 sfida due uomini in un quiz tv

watson

Si sfideranno per tre giorni, all'interno di uno studio televisivo, in un gioco a quiz molto particolare e popolare in America. Chi sono i concorrenti del noto programma Jeopardy? Due uomini e una macchina, e precisamente Ibm Watson, la 'pronipote' di Hal 9000 (il cui nome è stato ricavato sostituendo alle lettere di Ibm le precedenti dell'alfabeto), celeberrima astronave del film 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

Una lotta non tanto impari, all'apparenza. Da una parte troviamo infatti due menti 'umane', quelle di Brad Rutter e Ken Jennings, e dall'altra un'intelligenza artificiale targata Ibm. La gara, iniziata lunedì, prevede una serie di quesiti su vari argomenti di cultura generale, dalla letteratura alla storia, dalla scienza alla geografia, fino alla cultura popolare.

Il gioco si concluderà stasera ma c'è già una mini classifica. Mentre Jennings ha chiuso il secondo giorno totalizzando 4 mila e 800 dollari, Rutter lo ha seguito con 10 mila e 400. Ma Watson li ha decisamente travolti, portando a casa fino ad ora oltre 35 mila dollari in premi, rispondendo in maniera corretta a 25 domande su 30.

Cosa significa? Le macchine sono in grado di superare l'uomo sotto il profilo dell'intelligenza? Forse sì, stando ai risultati del quiz Jeopardy. Ma Watson non è un computer qualuque. Nato da un progetto durato 7 anni, si tratta di uno dei più complessi congegni in grado di comprendere il linguaggio umano. Con una potenza pari a 2 mila 800 pc messi insieme, il gioiellino riceve gli indizi sotto forma di messaggi di testo, poi li elabora e infine invia la risposta migliore rintracciata.

Il suo 'cervello' sa processare contemporaneamente diversi algoritmi, in grado di analizzare le domande. A rendere possibile tutto ciò sono 90 server Power 750 Express di Ibm, ognuno dotato di una potenza di calcolo pari a 3.5 GHz con 16 terabytes di memoria ram.

Stasera la sfida avrà un vincitore, ma i due concorrenti umani sanno già di avere ben poche speranze.

Francesca Mancuso

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