Cambiamento climatico: entro il 2100 New York e Boston scompariranno

newyork sommersa

Alcuni paesi, compresi gli Stati Uniti, non hanno fatto abbastanza per prevedere ed alzare la guardia contro il cambiamento climatico globale. E, purtroppo, con il passare degli anni, ci accingiamo a pagarne il conto.

In un recente studio pubblicato dalla rivista Proceedings of National Academy of Science (PNAS), si denuncia la mancanza di provvedimenti intrapresi dall'uomo per frenare il cambiamento climatico. E la minaccia più pericolosa proverrà senza dubbio dai livelli del mare, che saliranno ovunque da 20 centimetri a quasi 2 metri in 100 anni.

L'autore principale del rapporto, Anders Levermann, ha spiegato che "ci aspettiamo un incremento di due metri nel livello del mare ogni grado di riscaldamento globale che causiamo".

Proprio recentemente, la rivista Nature Climate Change aveva riferito che, entro la fine del secolo, si verificherà un innalzamento di 2 gradi centigradi di media nelle temperature. Aspetto che potrebbe causare un aumento dei livelli del mare fino a quasi 15 metri. E questo solamente nell'arco di 2 mila anni.

Il risultato sarebbe catastrofico. L'inondazione renderebbe la maggior parte delle città costiere inabitabili e provocherebbe grossi danni. Alcune nuove simulazioni condotte presso l'Università del Michigan hanno aiutato gli scienziati a capire quale sia l'origine che sta causando la rottura di enormi lastre di ghiaccio lungo le coste dell'Antartide e della Groenlandia, riversandosi nell'oceano.

Secondo l'autore principale di uno studio, Jeremy Bassis, "se ciò dovesse iniziare a verificarsi e dovessimo avere ragione, potremmo avvicinarci alle stime più alte relativamente al livello del mare per i prossimi 100 anni". I pezzi di iceberg si staccano dal nucleo principale e, alla fine, si sciolgono nelle acque più calde. L'influenza provocata da questo fenomeno si farà sentire in molte zone del mondo, compresi gli Stati Uniti.

Un rapporto della US Geological Survey fornisce una valutazione nazionale intuitiva proprio della vulnerabilità costiera, relativa all'aumento del livello del mare. E le aree che sembrano essere più sensibili al fenomeno sono quelle costiere lungo la maggior parte del Pacifico e delle coste nord orientali degli Stati Uniti, fino alla Virginia; per poi proseguire fino alla costa della Florida e in tutta la Louisiana, Mississippi e Texas.

I grandi di tutto il mondo, dunque, dovrebbero essere più consapevoli della nostra instabilità climatica e si dovrebbe cominciare da subito a prendere le misure sostanziali per frenare queste temibili previsioni future. Questo dovrebbe rappresentare uno sforzo internazionale. È responsabilità di tutte le nazioni e dei cittadini, infatti, proteggere quella Terra che tutti condividiamo.

Chi, dunque, non ha ancora visitato New York o Boston, Miami o le Hawaii, lo faccia in fretta. Il futuro è dietro l'angolo. E i fatti parlano chiaro.

Federica Vitale 

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