Vulcano Marsili: sta per risvegliarsi?

pericolo marsili

Il vulcano Marsili, con i suoi 2.100 chilometri quadrati di stazza, è tra i più estesi d'Europa. Giusto per avere un'idea: un vulcano delle stesse dimensioni dell'intero Molise. E con Marsili si torna a parlare di un suo ipotetico risveglio, di un possibile tsunami nel Tirreno e, visto che siamo nel 2012, anno della profezia della fine del mondo per i Maya, perché non aggiungere quel pizzico di catastrofismo in più?

Non sono pochi, neppure tra gli scienziati, quelli che si chiedono se possa esserci un nesso tra Marsili e la fatidica profezia. Ma gli esperti, quelli che studiano il vulcano da tempo, concordano sul fatto che questo sia attivo e, quindi, potenzialmente pericoloso. E non sarebbe solo. Nei suoi pressi, infatti, giace un altro vulcano, Valivov, anch'esso sotto il controllo costante degli scienziati. Questo dato sarebbe stato confermato da uno studio intrapreso dal CNR nel 2010, i cui risultati hanno evidenziato un'instabilità delle pareti del monte sommerso.

Tuttavia, sembra che terremoti o eruzioni non si possano prevedere. Sostanzialmente la scienza si dimostra inerme davanti a fenomeni naturali di questo tipo. Può avanzare ipotesi o congetture, ma non può fornire dati certi. E a preoccupare maggiormente gli esperti è la comparsa di numerosi crateri secondari poiché, basandosi percentualmente su dati storici, costituiscono un episodio diffuso prima di un'eruzione.

Se Marsili dovesse svegliarsi, i danni potrebbero essere incalcolabili e imprevedibili. Il rischio di un forte tsunami sarebbe in agguato. La fuoriuscita del magma e le frane delle pendici del monte provocherebbero uno smottamento talmente forte da creare delle onde della velocità di 500 chilometri orari. In pochi minuti, le coste tirreniche sarebbero invase. Dalle isole Eolie alla Sicilia, dalla Calabria alla Campania, il mare si abbatterebbe invadendo la terra ferma.

Le isole Eolie non sono nuove a questi eventi. Il 30 dicembre 2002, infatti, Stromboli subì il distacco di una parete di dimensioni ridotte. La frana, seppure sottomarina, fu tale da provocare un'onda anomala che si abbatté sulle isole. E, solo nell'area di Marsili, si calcola che attraverso i secoli si siano verificati almeno 23 tsunami.

Prevenzione? Ssarebbe proprio il caso. Per Marsili non esiste una struttura di monitoraggio che ne permetta la verifica dei movimenti in tempo reale. Dotare l'area interessata di sismografi, infatti, è molto costoso. E pare non sia il momento per affrontare una spesa simile.

Eppure sembra non ci sia tempo da perdere. I sintomi ci sono tutti. Ma quando potrebbe verificarsi una nuova eruzione del vulcano Marsili? Forse il pericolo è dietro l'angolo, ma noi non lo possiamo prevedere.

Federica Vitale

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