La Nasa scopre la vita sotto il ghiaccio dell'Artico

icescape

Una fioritura di fitoplancton è stata ritrovata sotto la banchisa artica nel Mare di Chukchi. Una scoperta incredibile, realizzata duranta una missione della Nasa guidata dal biologo di Stanford Kevin Arrigo.

In un posto finora ritenuto non adatto ad ospitare la vita, gli scienziati hanno trovato invece la prova che sostiene il contrario. Ciò porterà a rivedere radicalmente le attuali conoscenze sugli ecosistemi artici. La scoperta delle alghe sotto il ghiaccio dell'Artico inoltre è anche un potente indicatore degli effetti del riscaldamento globale in queste aree del pianeta.

La spedizione Icescape della Nasa, a differenza di molti gruppi di ricerca dell'Artico, si è focalizzata sulle profondità nel Mare di Chukchi, a nord dello stretto di Bering. La crociera di ricerca, composta da eminenti scienziati nel campo della oceanografia, biologia, chimica e ottica, è destinata dunque a migliorare il monitoraggio remoto della Nasa sulle mutate condizioni dell'Artico.

"Improvvisamente, il fluorimetro, il dispositivo di misurazione utilizzato per stimare il contenuto di alghe nell'acqua è impazzito", ha detto Arrigo. "Abbiamo pensato lo strumento stesse commettendo qualche errore".

La maggior parte dei modelli di produzione biologica nel Mar Glaciale Artico assumono infatti un valore pari a zero, sotto la banchisa. Ciò significa che non è possibile trovare piante o altre forme di vita. Il ghiaccio marino e il manto nevoso, storicamente, hanno riflettuto la radiazione solare in arrivo, non lasciando che il sole nustrisse il plancton nelle acque sottostanti.

Gli scienziati hanno così potuto confermare che il fitoplancton non era andato alla deriva sotto il ghiaccio perché le mutate condizioni del ghiaccio artico hanno permesso ora alla luce di penetrare all'interno del ghiaccio del mare Artico.

L'ambiente che si crea è ideale per far proliferare il fitoplancton Artico. Il ghiaccio sottile permette alla luce di passare, proteggendo al tempo stesso le alghe dalle radiazioni ultraviolette.

Queste piante microscopiche sono la base della catena alimentare marina. Finora si pensava che fitoplancton crescesse nel Mar Glaciale Artico solo dopo che il ghiaccio marino si era ritirato per l'estate. Gli scienziati adesso ipotizzano che il ghiaccio artico si stia diradando permettendo alla luce solare di raggiungere le acque sotto il ghiaccio. "Se qualcuno mi avesse chiesto prima della spedizione di trovare i fiori sotto il ghiaccio avrei detto che era impossibile", ha commentato Kevin Arrigo della Stanford University. "Questa scoperta è stata una sorpresa completa."

Il documento che annuncia il ritrovamento delle vegetazione marina è stato pubblicato su Science.

Francesca Mancuso