Zanzare: ecco come sopravvivono alla pioggia

zanzare robot

Imparare dalle zanzare a resistere alla pioggia. I ricercatori del Georgia Tech sono riusciti a capire il modo in cui tali insetti sono in grado di volare durante un acquazzone nonostante le gocce di pioggia possano pesare anche 50 volte di più del loro peso corporeo.

Utilizzando una videografia ad alta velocità, gli esperti, osservando le zanzare, hanno scoperto che il forte esoscheletro e la massa riescono a rendere il piccolo corpo impermeabile alle gocce di pioggia. Il team di ricerca, guidato dal professore associato di Ingegneria Meccanica e Biologia David Hu e dal dottorando Andrew Dickerson, ha scoperto che la massa delle zanzare sarebbe addirittura in grado di rallentare la forza delle gocce di pioggia e far perdere loro un po' di slancio al momento dell'impatto.

"La parte più sorprendente di questo progetto è stata vedere la robustezza che questo piccolo insetto volante ha sotto la pioggia", ha detto Dickerson. Secondo l'esperto, se la stessa forza sopportata dalla zanzara fosse in qualche modo applicabile all'uomo, in proporzione quest'ultimo non riuscirebbe a sopravvivere. Sarebbe come stare in mezzo alla strada ed essere investiti da un'auto.

Per studiare il modo in cui le zanzare volano sotto la pioggia, il team di ricerca ha costruito un campo di volo composto da una piccola gabbia di acrilico ricoperta da una rete capace di contenere le zanzare, ma al tempo stesso di permettere all'acqua di passare. Gli scienziati hanno poi usato un getto d'acqua per simulare la pioggia. Tutte le zanzare sono sopravvissute all'impatto. “La forza d'urto deve essere uguale alla resistenza applicata dal insetti”, ha detto Hu.

Ma la scoperta più interessante riguarda il modo in cui la zanzara affronta il getto d'acqua: in caso di urto essa fa aderire la parte posteriore della goccia al proprio corpo: “Per sopravvivere, la zanzara dovrà separarsi dalla parte anteriore della goccia", ha detto Hu. Per farlo, utilizza le sue lunghe gambe e le ali.

La scoperta potrà essere utile secondo gli esperti per progettare i robot volanti del futuro.

Lo studio è stato pubblicato su Pnas.

Francesca Mancuso