Com'è cambiato il clima negli ultimi 40 anni?

pioggie cambiamenti climatici

A partire dal 1971, il ritmo del riscaldamento del pianeta è stato, e continua ad esserlo, in netta crescita. Le precipitazioni sono state superiori nella maggior parte dell'emisfero nord (nell'est degli Stati Uniti e in alcune zone dell'Asia centrale), mentre le piogge si sono rarefatte nell'ovest americano, in Africa centrale e in Europa meridionale.

È quanto riporta il resoconto presentato a Ginevra lo scorso 23 marzo in occasione della Giornata Meteorologica Mondiale promossa dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale che ha così voluto porre particolare accento sull'importanza e sul ruolo chiave che il clima ha avuto nella vita sociale del nostro tempo.

Determinante, nel quadro generale delineato, il ruolo avuto dalle inondazioni negli ultimi dieci anni. Sempre più frequenti, come frequente è diventato lo scioglimento dei ghiacci. Ecco, dunque, che diventa cruciale la tematica della gestione delle risorse idriche così come quella delle condizioni climatiche che oggi ci interessano.

Come un effetto domino, gli effetti del clima si trasmettono sulle vite degli animali e delle piante. È questo il risultato di uno studio condotto dai biologi dell'Università di Singapore e che verrà pubblicato sulla rivista Nature Climate Change. Parlano chiaro le numerose specie animali e vegetali che sono andate rimpiccolendosi e, in alcuni casi, anche scomparendo a causa del surriscaldamento del pianeta.

A diminuire, nello specifico, sono le dimensioni di alcuni corpi degli invertebrati marini. Mentre piante e frutti non stanno meglio se si registra un rimpicciolimento delle dimensioni dal 3 al 17 per cento. Spiegano i biologi che questa diminuzione nelle proporzioni sia dovuta al continuo bisogno degli animali ad adattarsi per sopravvivere in un ambiente le cui risorse alimentari e idriche sono in forte diminuzione. Il rischio è che alcune specie non riescano ad adattarsi in tempo e alla stessa velocità in cui cambiano le condizioni climatiche. E ciò le condurrebbe ben presto al rischio estinzione.

Quel che spetta agli studiosi e ai governanti dei paesi colpiti è la ricerca di nuove risorse, come la dissalazione dell'acqua del mare per fronteggiare la minacciosa crisi idrica. Soluzioni costose che, a ben vedere, richiedono tempi di realizzazione molto lunghi.

Quanto la nostra Terra sarà ancora in grado di sopportare e di aspettare?

Federica Vitale

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