Il pesce che piange come un bambino

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Forse non vi sorprenderà troppo l’idea che alcune specie di pesci producano suoni e rumori e li diffondano negli abissi marini, ma scoprire addirittura che ce n’è una che capace di piangere come un bambino capriccioso non può lasciarvi indifferenti.

Si tratta del pesce rospo a tre spine, più comunemente noto come una specie di rana pescatrice: a colpo d’occhio non si presenta come un esemplare delicato e indifeso, eppure è l’unico in grado di emettere suoni non regolari che segnalano di fatto un’urgenza di soccorso.

A scoprirlo è il professor Aaron Rice, della Cornell University di New York: registrando i suoni emessi da questi esemplari, Rice ha infatti notato una sorta di anomalia nelle onde sonore della rana pescatrice a tre spine; un’anomalia caratterizzata dal sovrapporsi di più linee, il cui risultato finale è un segnale ben più complesso di quelli captati per tutte le altre specie marine.

Incuriosito, Rice ha poi coinvolto alcuni suoi colleghi ed ha raccolto circa 1200 segnali simili provenienti dal ‘capriccioso’ esemplare; di questi, il 38percento circa è risultato essere di tipo non lineare, e per la precisione i suddetti ‘rumori’ erano spesso bifonici, ovvero producevano due diverse onde simultanee (una tecnica piuttosto diffusa fra i volatili).

Un esempio molto simile di ‘chiamata non lineare’ è quello dei neonati in cerca di attenzioni, tipico anche di alcuni altri mammiferi, e in ogni caso è di fatto un segnale di urgenza e bisogno, in sostanza una richiesta di aiuto inequivocabile. I suoni bifonici non sono per noi una novità assoluta: vengono spesso utilizzati infatti nel cinema e nella televisione al fine di provocare forti emozioni o paura, o più in generale reazioni significative nello spettatore.

Nel caso della rana pescatrice in questione, il segreto per le ‘chiamate bifoniche’ risiede nella vescica: questo organo pieno di gas infatti funge da cassa di risonanza all’azione dei muscoli vicini, e in questa particolare specie è addirittura sdoppiata, tanto che con tutta probabilità essa è incapace di emettere suoni lineari.

Ciò che ancora non risulta chiaro è invece l’effetto che rumori del genere producono fra i simili: ciò che noi percepiremmo come richiesta d’aiuto, in pratica, genera di fatto un tentativo di soccorso come risposta? Come viene interpretato, e quale azione ne consegue?

Secondo il Dottor Rice è proprio qui che viene il bello della ricerca: “Non aspetto altro che di poter condurre esperimenti comportamentali e capire cosa esattamente significhino queste chiamate per i pesci destinatari”.

Annalisa Di Branco

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