E-cat COP infinito 1

Fusione fredda. Dopo la pubblicazione dei report condotti da terze parti indipendenti, l’E-cat sembra essere più credibile e la vicenda non è sfuggita alla nostra politica: Domenico Scilipoti infatti, che già in passato aveva mostrato interesse per la tecnologia, ha depositato una nuova interrogazione parlamentare diretta al Presidente del Consiglio dei Ministri, che ora dovrà rispondere sull’opportunità di prendere in considerazione questa nuova fonte di energia.

Fusione fredda. L'E-cat, che suscita ancora diverse perplessità negli esperti visti i misteri che ruotano attorno a questa tecnologia, potrebbe però veramente essere la chiave per la soluzione energetica del pianeta. Sarà così? Per chiarire altri punti oscuri abbiamo contattato Andrea Rossi sul suo blog, e l'inventore ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

NM. Gent.mo dott. Rossi, i risultati dei test indipendenti attestano la validità scientifica dell’apparecchiatura Hot E-cat. Come da report pubblicato, la performance è stata verificata con successo. Come spiega tuttavia le discrepanze tra il Cop (coefficiente di prestazione) da lei dichiarato in passato (11.6) e i risultati ottenuti su E-cat HT (5.6) e E-cat HT 2 (2.9)?

AR. Il Cop dipende dalla temperatura e da molti altri fattori. Gli esaminatori hanno considerato tutto il margine di errore a nostro sfavore, per essere conservativi al massimo. Volevano essere certi al di là di ogni possibile e ragionevole dubbio. Per esempio: hanno voluto un tavolo di legno per mettere su tutti i dispositivi elettrici ed elettronici, hanno preteso di utilizzare i propri cavi per i  loro dispositivi di misura, e di controllare che non ci fosse nessun altro cavo o qualsiasi tipo di contatto. Agendo in questo modo abbiamo perso molta efficienza, ma è stato un bene, poiché il campo di applicazione del test non era commerciale, era meramente scientifico: i professori volevano sapere al di là di ogni ragionevole dubbio se [E-cat] rilasciasse davvero un eccesso di energia o no.

NM. A proposito dei dispositivi analizzati, in cosa si differenziavano esattamente? Concorda con le spiegazioni fornite dai ricercatori riguardo la differenza riscontrata nei valori del Cop?

AR. Sì, sono sostanzialmente d'accordo. Le differenze sono descritte nella relazione

NM. I test, basati essenzialmente sulla misura dell’energia in ingresso e di quella in uscita, non potevano dimostrare il meccanismo di reazione. Da cosa possiamo dedurre che si tratti in effetti di una reazione nucleare?

AR. Dal primo principio della termodinamica e dal diagramma di Ragone (con  il quale di evidenzierebbe l'impossibilità che l'energia emessa da E-cat possa provenire da comuni reazioni chimiche, N.d.R.)

NM. Il dispositivo Hot E-cat è un sistema di co-generazione termico-elettrica, e in una Sua passata dichiarazione è emerso che la produzione di energia elettrica è stata affidata alla Siemens AG, incaricata di sviluppare un’opportuna turbina da accoppiare al reattore. Può confermaci questa collaborazione?

AR. Siamo sotto Nda (accordo di non divulgazione, N.d.R.)

NM. Ritiene che questo importante risultato potrà accelerare le procedure di certificazione per la sicurezza? Riesce ora a stimarne le tempistiche?

AR. No, non vedo alcun nesso. Anche se la certificazione per gli impianti industriali è stata concessa

NM. La spedizione dei tre impianti E-cat da 1 MW negli Usa è ormai ufficiale. In una precedente dichiarazione si era però parlato di clienti, mentre ci risulta attualmente che si tratti dei partner industriali. Può dirci se questo invio è solo preliminare alla consegna effettiva e quando questa avverrà?

AR. Abbiamo consegnato [l'impianto] al nostro partner statunitense. Lui lo consegnerà ai suoi clienti

NM. Come da Sue dichiarazioni, sappiamo che ai test di performance avvenuti prima della spedizione era presente un rappresentante del cliente Usa. Si tratta dunque della società che materialmente acquisterà gli impianti? Può comunicare ai nostri lettori il grado di soddisfazione da lui espresso in merito al collaudo?

AR. No: i test delle terze parti indipendenti, realizzati nel mese di marzo, non hanno nulla a che vedere con il collaudo eseguito dal partner degli Stati Uniti il 30 aprile e il 1 maggio. Questo test ci ha permesso di continuare a lavorare per lui. Ed è andato stato meglio del previsto: abbiamo ottenuto risultati migliori di quelli che erano garantiti

Roberta De Carolis

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Hot E-cat test 1

Fusione fredda. L'E-cat ha ora una dimostrazione scientifica: i test delle terze parti indipendenti, condotti sulla versione ad alta temperatura (Hot E-cat) del dispositivo inventato da Andrea Rossi e Sergio Focardi, sono stati pubblicati su arXiv e annunciati da Prometeon s.r.l., e dimostrano l'emissione di calore anomalo. Qualche discrepanza con il valore del coefficiente di prestazione (Cop) in realtà, ma comunque un goal importante per la ricerca sulle fonti di energia alternative.

rossi radiazioni

Fusione fredda. Andrea Rossi svela qualche dettaglio in più sull'E-cat, rivelando che il dispositivo contiene un attivatore in grado di far funzionare il tutto in modo ciclico, tanto da portare il COP complessivo, almeno teoricamente, a valori prossimi all'infinito. Ma sarà veramente così?

E-cat foto

Fusione fredda. Gli impianti di E-cat hanno un volto: sul blog di Andrea Rossi infatti sono state pubblicate alcune immagini di quelli in partenza per gli Usa, secondo le dichiarazioni dello stesso inventore. Le foto sono state rese disponibili da Fabio Fabiani, collaboratore di Rossi. E in un post più recente, si annuncia anche la possibilità (non ancora la certezza) che vengano presto rese pubbliche altre immagini.

ecat 1mw

Fusione fredda. Rossi aveva annunciato per il 30 aprile la consegna del primo Hot E-cat da 1MW, ma l'inventore ha spiegato nei giorni scorsi che la situazione è in realtà diversa: è prevista infatti l'installazione di 3 impianti, uno di E-cat elettrico a bassa temperatura, uno basato sul Gas E-cat e uno sull' Hot E-cat, costruiti in Italia e diretti al partner statunitense.

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