Fotovoltaico: le finestre del futuro produrranno energia grazie al grafene che si 'spruzza'

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Le finestre del futuro saranno in grafene e potranno produrre energia elettrica pulita. Da anni si parla di fotovoltaico trasparente ma l'ultima novità è italiana e arriva dall'Università di Tor Vergata.

In particolare, a lavorare sul fotovoltaico semitrasparente è il Graphene Labs dell'Istituto Italiano di Tecnologia e il Polo Solare Organico Regione Lazio (CHOSE - Center for Hybrid and Organic Solar Energy) dell'Università di Roma Tor Vergata.

I ricercatori hanno messo a punto nuovi pannelli fotovoltaici al grafene, semitrasparenti, colorati e soprattutto low cost. In chiave futura, la possibilità offerta da questi sistemi è quella di evitare l'installazione dei pannelli sui tetti e di “sostituirsi” alle finestre producendo energia rinnovabile, solo sfruttando la luce del sole.

In particolare, gli scienziati hanno realizzato un modulo solare al grafene di circa 50 centimetri quadrati, il più grande mai prodotto sfruttando questo materiale, mantenendo rese energetiche confrontabili con la tecnologia tradizionale basata sul platino. Nel farlo hanno utilizzato la tecnologia dye-sensitized solar cell (Dssc), che sarà mostrata anche in occasione della prossima edizione di Technology Hub, a Fieramilanocity dal 7 al 9 giugno.

“Dimostriamo che la verniciatura a spruzzo di “inchiostro al grafene” sia un metodo praticabile per la grande area di produzione dei moduli di grafene che usano il DSSC” spiega il team.

Questo speciale inchiostro fatto di grafene viene spruzzato su una superficie trasparente fino a raggiungere un'efficienza di conversione del 3,5%. Non è elevatissima ma è un buon inizio e soprattutto può essere migliorata usando un tipo di elettrolita diverso rispetto a quello usato per il platino (iodo-ioduro).

L'approccio apre dunque la strada a tutti i dispositivi stampati, flessibili e trasparenti ai quali potrebbe essere applicato questo film fotovoltaico.

Lo studio, guidato da Francesco Bonaccorso dei Graphene Labs dell’Istituto Italiano di Tecnologia e da Aldo Di Carlo del Polo Solare Organico Regione Lazio (Chose) dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è stato pubblicato sulla rivista Nanoscale.

Francesca Mancuso

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