Un motore ad antimateria: a caccia di fondi per costruire l'Enterprise di Star Trek

enterprise Antimateria

Dalla fantascienza alla realtà. Un motore simile a quello dell'Enterprise di Star Trek è ciò su cui sta lavorando un team di fisici. Una macchina delle meraviglie, in grado di spingere i veicoli spaziali a una velocità pari al 40% di quella della luce. E il “combustibile” potrebbe essere l'antimateria.

Gerald Jackson e Steven Howe di Chicago con la loro Hbar Technologies vogliono sviluppare il motore del futuro. Per farlo, a breve sbarcheranno su Kickstarter a caccia di fondi. Hanno bisogno infatti di 200.000 dollari per trasformare il concept del dispositivo che misurerebbe la potenza del motore alimentato dall'antimateria.

Costruire la sonda alimentata ad antimateria richiederebbe una cifra ben più alta, 100 milioni di dollari, ma è meglio fare un passo alla vota. Se i due dimostreranno che il loro motore funziona davvero, i finanziatori per il progetto di certo non mancherebbero. In testa la Nasa e le agenzie spaziali di tutto il mondo.

Propulsione e antimateria sono due concetti cari agli appassionati di Star Trek, con la celebre navicella USS Enterprise che incarnava proprio l'idea dei fisici Jackson e Howe. Questi ultimi vorrebbero realizzare una versione realistica del mitico veicolo, ma sfruttandolo solo la potenza generata dall'antimateria.

Quest'ultima è la materia costituita da antiparticelle, che hanno massa corrispondente alle particelle della materia ordinaria, ma con alcuni numeri quantici, come la carica elettrica, di segno opposto. Quando l'antimateria e la materia entrano in contatto, gli atomi si distruggono a vicenda e rilasciano grandi quantità energia, la stessa che Jackson e Howe sperano di sfruttare per cambiare per sempre l'esplorazione dello spazio.

L'idea di Jackson richiederebbe 17 grammi di anti-idrogeno per raggiungere la stella più vicina. Anche se gli acceleratori di particelle riusciranno a creare le particelle di antimateria, si tratta comunque di quantità minuscole, senza contare che i costi sarebbero elevatissimi.

Un'altra difficoltà sarebbe legata allo stoccaggio. Conservare queste particelle è un'impresa. Se urtasse i lati del “recipiente” che le conterrebbe, un grammo di antimateria potrebbe creare un'esplosione pari a quella di una bomba nucleare. Ad oggi, gli scienziati sono riusciti a contenere l'anti-idrogeno solo per circa 16 minuti.

Il primo passo è la ricerca dei 200.000 dollari tramite il crowdfunding. Con po' di fortuna e le attuali conoscenze, l'USS Enterprise potrebbe essere pronto entro 250 anni.

Chissà, forse prima o poi riusciremo davvero a raggiungere Marte in 30 minuti.

Francesca Mancuso

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