In arrivo la super batteria agli ioni di litio 60% più efficiente

Batterie litio

Batterie del futuro: John Goodenough, classe 1923, l'uomo che alla fine degli anni '70 contribuì a realizzare il primo prototipo di batterie agli ioni di litio all'Università di Oxford, oggi si è messo in testa di inventare un nuovo tipo di super batteria, che potrebbe cambiare il modo in cui usiamo l'elettricità.

La nuova super batteria, infatti, è potenzialmente in grado di aumentare del 60% la quantità di energia immagazzinata, allungando in questo modo, per esempio, i tempi di autonomia delle auto elettriche o fornendo una soluzione definitiva al problema dell'immagazzinamento dell'energia elettrica da fonti rinnovabili.

Dopo il caricabatterie che ricarica in due minuti, ora anche smartphone e tablet potrebbero quindi rimanere accesi per giorni senza aver bisogno di nuovi "rifornimenti" di energia.

Ma come funziona la super batteria ideata da Goodenough e il team dell'Università del Texas? Se ora come ora, le batterie agli ioni di litio, usano come elettrodo positivo un composto di metallo da cui scorrono gli ioni di un elettrodo negativo composto da carbonio, l'intuizione degli scienziati è quella di utilizzare piuttosto il litio puro o sodio metallico come elettrodo negativo.

goodenough

Secondo varie ipotesi, ciò consentirebbe alle batterie di accumulare il 60% in più di energia rispetto alle batterie agli ioni di litio che si trovano ora normalmente in commercio. Il problema più difficile sembrerebbe rappresentato dal fatto che il litio metallico ha una reazione piuttosto violenta con l'acqua producendo idrogeno che poi prende fuoco in maniera esplosiva, ma Goodenough sostiene che si sta studiando anche in questa direzione.

Oltre a una maggiore capacità per le auto elettriche, questo nuovo tipo di batterie potrebbe consentire di sperimentare anche nuovi modi per immagazzinare in modo economico l'energia prodotta da fonti rinnovabili. È il caso delle turbine eoliche, per esempio, che attualmente devono essere "spente" durante i periodi di bassa domanda dal momento che l'energia prodotta non potrebbe essere immagazzinate dalle batterie a tutt'oggi in uso.

Siamo, quindi, già a un passo più in avanti rispetto alle già tanto rivoluzionarie batterie al litio? Pare proprio di sì. E intanto nuovi studi cercano di carpire il metodo per renderne la vita più lunga. Come gli scienziati dell'Università del Maryland, che hanno tratto ispirazione dal modo in cui le lumache controllano la crescita dei propri gusci. Una autentica ispirazione biologica, insomma, che mira a rendere le batterie attuali più leggere e durature.

Germana Carillo

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