Fusione fredda, Rossi: 'L'E-cat lavora a 1000°C'

ecat 1mw

Fusione fredda. Sull'E-Cat dove eravamo rimasti? Al dispositivo da 600°C, ma ora Andrea Rossi sostiene che E-cat lavora a 1000°C. E lo farebbe in modo stabile e continuativo. Lo ha detto durante un’intervista rilasciata a E-cat World. Se fosse vero il dispositivo sarebbe utile per moltissimi processi industriali. Sarebbe dunque veramente la rivoluzione che stavamo aspettando. L’inventore italiano non fornisce ancora alcuna prova, rimandando tutto alla relazione che l’intera comunità scientifica e tutti gli interessati attendono. Ma anche su questa tempi ignoti.

Rossi ha anche parlato di una metodologia “diretta” per produrre elettricità con E-cat, senza l’utilizzo di alcun convertitore meccanico. In poche parole la corrente si genererebbe direttamente dal dispositivo. Le poche dichiarazioni sul funzionamento di E-cat si sono sempre soffermate sulla produzione di calore come tipologia di energia emessa, quindi un tale meccanismo rappresenta un’assoluta novità e comunque risulta decisamente poco chiaro. Come al solito l’inventore glissa.

Di certo se la temperatura di lavoro è realmente almeno di 1000°C significa che non solo è disponibile calore per i più comuni utilizzi industriali, ma che c’è abbastanza calore anche per fornire vapore ad alta temperatura, necessario alla produzione di elettricità in modo efficiente. E se è possibile creare energia elettrica in modo efficiente, sarà possibile creare anche “reti di E-cat”, con incremento della resa energetica. Una sorta di reazione a catena, nella quale un E-cat alimenta il successivo.

E se questo sarà confermato sarà perfettamente ipotizzabile la messa a punto di centrali elettriche basate su E-Cat (come lo stesso Rossi promette di realizzare), che richiederebbero solo apporti minimi di nichel, idrogeno e del misterioso catalizzatore. Per ora tutte cose assolutamente da verificare, a partire dalla funzionalità di E-cat stesso. Ma se tutto si tramutasse in realtà la rivoluzione sarebbe realmente alle porte.

Comunque l’inventore non fornisce informazioni precise nemmeno sui tempi di commercializzazione degli E-cat da 1MW né di quelli domestici, per i quali però il motivo è probabilmente da ricercarsi nel processo di certificazione. Sappiamo infatti che per questa versione le richieste del certificatore sono più restrittive.

Nella medesima intervista Rossi ha anche fatto il nome del licenziatario italiano della Leonardo Corporation, l’azienda fondata da lui stesso: è la Prometeon s.r.l., il cui Direttore commerciale e Amministratore unico è Aldo Proia, che proviene dal settore del fotovoltaico. Forme nuove di energia quindi e, almeno per la versione elettrica, la competizione con le rinnovabili è diretta.

Non sembra dunque che l’Italia stia a guardare. Tra l’altro diversi concorrenti di Rossi sono italiani: Piantelli e Celani per esempio. E sono molti quelli che hanno fiducia nelle Lern.

Roberta De Carolis


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