Fusione fredda: il primo spot dell'E-Cat in Australia

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Fusione fredda. Andrea Rossi rompe il silenzio: l’E-cat Australia, licenziataria della Leonardo Corporation nello stato dell’Oceania, pubblica il primo spot del dispositivo, Oggi l’energia di domani, mentre l’inventore annuncia che l’E-cat a 600° non sarà mai spento, se non per fare i necessari controlli. E nel frattempo uno dei suoi acerrimi nemici, la Defkalion Green Technologies, sembra aver deciso di abbandonare la Grecia come sede della sua produzione, con destinazione ancora incognita. Colpa della crisi, dicono.

Il video è particolarmente sorprendente vista la consueta abitudine di Rossi all’omertà, mentre la dichiarazione circa il dispositivo a 600° contrasta con la precedente affermazione dell’inventore: all’inizio dei test alle alte temperature, infatti, Rossi sosteneva di voler tenere acceso il dispositivo solo per novanta giorni. Un upgrade? Su questo si mantiene il silenzio.

L’ultimo annuncio indicherebbe comunque che i testi in corso sul cosiddetto Hot E-cat stanno andando bene, e che quindi la tecnologia funziona veramente anche ad alte temperature. Si attendono però entro il mese di settembre le relazioni, insieme alle immagini, che l’inventore italiano ha promesso di rilasciare.

Questione spinosa resta ancora quella dei costi. Dopo la notizia sulla necessità di avere tecnici certificati come manutentori, con probabile incremento della spesa per i cittadini, Rossi non si è sbilanciato più molto sull’argomento. Ma alla domanda diretta di un appassionato lettore del suo blog circa l’Hot E-cat da 1 MW e la versione domestica da 10 MW, ha risposto: “Gli impianti industriali (E-Cat e Hot E-cat) hanno prezzi che dipendono dalle loro caratteristiche, quindi è molto difficile generalizzare (il primo impianto industriale sembra essere stato venduto per 1 milione di dollari, ovvero circa 830 mila euro, N.d.R.). La versione domestica costerà circa 1000 dollari (circa 830 euro, N.d.R.), dopo la certificazione e in funzione delle esigenze del certificatore”. Sarà veramente alla portata di tutti?

Rossi ultimamente si è dunque speso un po’ di più del solito nel dare chiarimenti e dettagli. Tra l’altro ha anche dichiarato che la versione domestica dovrebbe avere dimensioni variabili da 12 a 6 pollici e ha spiegato che il suo dispositivo ha un sistema di regolazione interno che gli consente di rilevare la temperatura e di regolare in tal modo il flusso di carburante necessario. Una sorta di meccanismo attacca e stacca, in pratica, sul quale si basano anche i termostati classici.

Nel frattempo la Defkalion lascia la Grecia, ma non smette di credere nel progetto: “La Defkalion Green Technologies ha lavorato duramente e ininterrottamente per due anni in modo da rendere utilizzabile la fusione fredda, tecnologia che ha il potenziale per cambiare positivamente la situazione energetica globalesi legge infatti su un forum greco dedicato all’argomento- e lo ha fatto mettendo la Grecia al centro e cercando di dare al nostro paese una nuova spinta per la crescita economica […] Purtroppo la difficile e spiacevole situazione che la nostra nazione sta attraversando rende la vita complicata agli investitori. […] Abbiamo proposte molto favorevoli che provengono dall’Australia, dalla Svizzera e dal Canada”. Una scelta che l’azienda definisce “difficile”, ma a quanto sembra inevitabile.

Roberta De Carolis

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