Smartphone: le batterie dureranno tre mesi

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Chissà, forse un giorno ci dimenticheremo di ricaricare i nostri telefonini, grazie alla super batteria, che promette di durare tre mesi. Il progetto, che prevede l’utilizzo delle nanotecnologie, è frutto della collaborazione tra il Distretto veneto delle nanotecnologie ‘Veneto Nanotech’ (nato nel 2003 dalla sinergia tra università venete e compagnie private), la Nagano Techno Foundation giapponese, e della Shinshu University, anch’essa nipponica.

La tecnologia dei dispositivi mobili va avanti a ritmi velocissimi rispetto a molti altri settori dell’innovazione, ma a volte non fa i conti con cose apparentemente minime in realtà di grande importanza per gli utenti. A sorpresa infatti non è il design l’elemento più importante per gli utenti di smartphone e nemmeno il numero e la qualità delle applicazioni, secondo i dati del ‘Wireless Smartphone Customer Satisfaction Study 2012’, la ricerca annuale effettuata sul territorio statunitense su 7 mila e 80 utenti di dispositivi mobili: il problema sono le batterie, che durano troppo poco.

Gli smartphone insomma oggi consentono di fare praticamente tutto: chiamare e videochiamare, mandare e ricevere messaggi, scattare foto, navigare su Internet, anche a costi piuttosto contenuti in abbonamento, ma hanno batterie insoddisfacenti. Per questo il progetto italo-giapponese punta a migliorare proprio questo punto debole di tutti i cellulari, soprattutto di ultima generazione.

Il nostro obiettivo -spiega Morinobu Endo, della Facoltà di Ingegneria della Shinshu University- è mettere a punto batterie di lunghissima durata, minimo tre mesi, in grado di dispensare l’energia in modo intelligente. L’idea è che nel futuro potremo dimenticarci di dover caricare le batterie di cellulari o altri dispositivi, perché queste avranno una autonomia lunghissima. Le applicazioni - sottolinea - saranno non solo riferite ai telefoni cellulari, ma anche a vari dispositivi elettronici, elettrodomestici di uso casalingo e auto elettriche”.

Vogliamo unire la nostra expertise nel campo delle batterie - conclude Endo - con l’eccellenza della Veneto Nanotech nelle tecnologie di coating (rivestimenti nanostrutturati, N.dR.). Unendo le forze possiamo realizzare questo innovativo progetto, che prevede finanziamenti sia pubblici sia privati da entrambi i Paesi”.

Roberta De Carolis

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