E-Cat: potrà produrre minerali da elementi comuni?

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E-Cat. Fondere due nuclei atomici significa creare un altro elemento chimico. Ci hanno provato tanto gli alchimisti nel Medioevo (un po’ i nonni dei chimici moderni): volevano oro a basso costo, solo quello della magia. Non ci sono mai riusciti, ma la speranza di poter avere in laboratorio quello che non c’è o c’è poco in natura non è mai svanita. Ne parlava già Roberto Germano nel suo libro ‘Fusione fredda – moderna storia di inquisizione e d’alchimia’ in riferimento al capostipite di tutti questi tentativi più o meno reali, ovvero la Fusione Fredda di Fleishmann e Pons.

La comunità scientifica ancora discute sulla reale efficienza delle apparecchiature per la fusione fredda che da allora si sono avvicendate, ultima delle quali l’E-cat di Rossi e Focardi. Per alcuni sembra veramente una chimera la possibilità di fondere due nuclei atomici a bassa energia, per una serie di motivi legati alla forte resistenza che si genera quando essi si avvicinano. D’altronde convincerli a fondersi in modo classico (quindi più facilmente credibile) implica un investimento energetico tale da rendere praticamente nullo il guadagno in uscita.

Ma al di là delle questioni energetiche, più volte affrontate anche dalla nostra redazione, in effetti la reazione di Rossi e Focardi, se vera, porterebbe alla produzione di un elemento chimico importantissimo (nonché raro in forma pura) praticamente dal nulla: il rame. Quest'ultimo, infatti, oltre ad essere fondamentale per la nostra stessa sopravvivenza, è industrialmente usato per costruire leghe e come intermedio di sintesi. Tuttavia è difficile ottenerlo senza impurezze e le tecniche di estrazione comportano spesso l’utilizzo di materiale inquinante.

Oggi il professore e l’inventore bolognesi ci dicono che la loro reazione produce energia a basso costo con produzione di rame, che è veramente ovunque, da i fili elettrici, ai pc, a tutte quelle “cose metalliche” in casa che esistono solo perché il rame puro è molto morbido e quindi facilmente lavorabile. Non sappiamo praticamente nulla di E-cat, perché in virtù del brevetto ancora oggetto di discussione (ne è stato concesso solo uno italiano nell’Aprile del 2011 ma nulla a livello internazionale), i suoi inventori non sono disposti a rivelare alcunché, ma hanno sempre precisato come la reazione, che avviene grazie ad un misterioso catalizzatore, porti il nucleo di idrogeno a fondersi con quello di nickel, per formare rame.

Fermo restando che il meccanismo è complessivamente oggetto di dubbi, anche a causa della segretezza con la quale è stato proposto alla comunità scientifica e per la scarsa reputazione che Andrea Rossi si è guadagnato in passato (un esempio per tutti, l’annuncio dato alla fine degli anni ’70 sulla possibilità di generare petrolio, gas e carbone da rifiuti in plastica, poi rivelatosi un processo del tutto presunto), la direzione della fusione potrebbe essere la realizzazione di un sogno del Medioevo, stavolta non usando la magia, ma la scienza.

Se l’unico dato che ci viene rivelato riguarda proprio questo per un caso o come ennesimo tentativo (doloso) di rendere tutto solo più appetibile è ancora una domanda priva di risposte.

Roberta De Carolis

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