Foglia artificiale: è in grado di separare idrogeno e ossigeno nell'acqua

Foglia_Artificiale

Comprendere la natura: una delle missioni più ardue ed appassionanti in ambito scientifico. Ancor più interessante forse, poter addirittura prevedere, secondo opportune ipotesi e avendo l’accortezza di misurare le informazioni di interesse, ciò che accadrà.

Ma in molti casi è possibile fare ancora di più. Controllare, in una qualche misura, il corso degli eventi, arrivando anche ad approssimare per via artificiale comportamenti naturali. Naturalmente, il progetto riveste maggiore interesse secondo l’importanza del processo di riferimento.

Proprio per questo, la recente ricerca sviluppata da un gruppo di scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) colpisce in modo particolare (e si dimostra meritevole della pubblicazione su una rivista prestigiosa come Science): si considera infatti la produzione di ossigeno operata dalle piante, a partire dall’acqua e in presenza di luce (fotosintesi clorofilliana).

Il gruppo di ricercatori si è dimostrato in grado di produrre una sorta di foglia artificiale, costituita in larga parte da materiali non particolarmente costosi come silicone, cobalto e nichel. Tale oggetto è in grado di generare, a partire dall’acqua, sfruttando l’energia solare, ossigeno e idrogeno.

L’efficienza energetica è per ora molto bassa (fino a un massimo del 4,7%), ma il processo di ottimizzazione riguardo questa tecnologia è appena agli inizi. Come scenario applicativo di riferimento, si ipotizza un uso domestico che consenta di immagazzinare (a basso costo) idrogeno e ossigeno. Tali sostanze potranno poi essere fornite ad altri dispositivi in grado, ad esempio, di produrre energia.

Damiano Verda

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