Parigi, il calore umano prodotto in metropolitana scalda gli edifici circostanti

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Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.Il corpo umano produce calore ed energia: noi non riusciamo neppure ad immaginare quanta ne vada sprecata, per esempio, nei pressi di una stazione. E’ per questo che a Parigi, sulla scia dell’idea metropolitana di Philadelphia, si è scelto di utilizzare tutto questo ‘spreco’ per alimentare i riscaldamenti di un edificio pubblico nell’area del Pumpidou Museum.

Si tratta di un progetto pilota, uno sperimentale sistema a tecnologia geotermica pensato per risparmiare e riutilizzare il calore spontaneo delle attività ‘sotterranee’: quello dei corpi umani in attesa nei sottopassaggi, per esempio, o quello generato dal movimento dei treni sulle tracce, avanti e indietro decine di volte al giorno.

Tutto questo calore viene in pratica catturato dal sistema e incanalato lungo degli appositi corridoi di passaggio: qui viene spinto attraverso una serie di scambi fino alle tubature dell’edificio adiacente, dove giunge sotto forma di aria calda.

Comprensibilmente, il calore non è sufficiente per una struttura di grandi dimensioni, quindi l’impianto sarà supportato dal sistema tradizionale di riscaldamento a caldaia e coinvolgerà, almeno in partenza, solo diciassette appartamenti.

Si suppone però  che quel calore, energia pulita, taglierà di un terzo le emissioni di carbonio dell’edificio stesso, riducendo costi e consumi degli inquilini; si tratta di calcoli preventivi, ma bisognerà attendere relativamente poco per confermarli, perché i lavori inizieranno entro il 2011.

Francia a parte, infatti, esistono diverse altre realtà che sperimentano con successo sistemi simili o che sono sul punto di farlo: nella già citata Philadelphia si cerca ad esempio di ‘catturare’ l’energia cinetica prodotta dai freni dei treni, per poi reinvestirla dove serve nel sottopassaggio; a Stoccolma la Stazione Centrale ha alimentato in via sperimentale un intero palazzo di uffici; esistono persino diverse realtà private, come locali o discoteche, che fanno del movimento umano una risorsa.

Perchè effettivamente lo è: le calorie emesse da ciascun ‘cuore pulsante’ equivalgono in termini di energia a circa 100 watt per persona; appare quindi ragionevole sfruttare luoghi come la stazione metropolitana, veri e propri crocevia di persone ‘portatrici’ di questa preziosa energia.

Benchè l’idea di essere biologicamente ‘usati’ possa suonare inquietante, bisogna riconoscere che l’iniziativa è nobile dall’idea al risultato finale: difficile però immaginare che si estenderà oltre la capitale francese o che farà da modello ad altre città europee. Gli elementi che in Francia sono combaciati - investimenti economici, abbattimento delle difficoltà tecniche, consenso cittadino - non sussistono purtroppo anche altrove.  

Annalisa Di Branco

 

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