Uomo di Neanderthal: e' suo il primo hashtag della storia

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Il primo hashtag? Spetta all'uomo di Neanderthal. Il suo aver creato l'arte rupestre, un'attività considerata come un importante passo conoscitivo nell'evoluzione del genere umano, rappresenta per gli scienziati un vero e proprio collegamento con le abitudini moderne.

 

La scoperta è "un importante contributo alla ridefinizione della nostra percezione della cultura Neanderthal", ha dichiarato il professor Clive Finlayson, direttore del Gibraltar Museum. "Si tratta di una nuova e ancora più tangibile prova della capacità dell'uomo di Neanderthal di sviluppare un complesso pensiero simbolico" e di "un'espressione astratta", abilità a lungo ritenuta un'esclusiva dei primi esseri umani moderni. Negli ultimi anni, i ricercatori hanno scoperto che i Neanderthal seppellivano i loro morti, si adornavano con pigmenti neri e rossi, indossavano ornamenti e gioielli e avevano cura degli anziani e degli infermi. Tutte testimonianze di un pensiero complesso.

Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, potrebbe cambiare diverse ipotesi riguardo la loro arte rupestre. Ricercatori provenienti da 11 istituzioni europee hanno riferito che, nelle profondità della grotta di Gorham, a Gibilterra, hanno trovato sculture che assomigliano palesemente all'hashtag oggi usato su Twitter e su altri social media. Otto linee parzialmente incrociate con tre linee più corte sono incise sulla superficie di una roccia. L'incisione è coperta da diversi sedimenti. Sembrerebbe uno “stile” a lungo considerato come la “firma” dei Neanderthal, che avevano raggiunto l'Europa dall'Africa circa 300 mila anni fa.

Le moderne tecniche hanno datato gli strumenti utilizzati per l'incisione a 39 mila anni fa, ossia più o meno quando gli uomini di Neanderthal si estinsero. Gli esseri umani moderni, quelli che dipinsero le famose grotte di Lascaux in Francia e di Altimira in Spagna, non raggiunsero mai la regione in cui si trova la grotta di Gorham. I ricercatori, dunque, hanno escluso la possibilità che le incisioni siano accidentali o attribuibili ad azioni come la sezione della carne o delle pelli di animali. Al contrario, sono state prodotte ripetutamente ed intenzionalmente, utilizzando uno strumento di pietra tagliente per incidere la roccia.

"Questa incisione rappresenta un disegno intenzionale, concepita per essere vista dal suo creatore Neanderthal e, considerando la sua dimensione e la posizione, anche da altri presenti nella grotta", spiega ancora l'antropologo Clive Finlayson. "Ne consegue che la capacità di pensiero astratto non fosse esclusiva" degli esseri umani moderni.  

Federica Vitale

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