Scoperti i codici segreti negli scritti di Platone: è la rivoluzione del pensiero occidentale

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Platone avrebbe anticipato di 2000 anni la Rivoluzione scientifica di Newton. Come? Scrivendo i suoi libri attraverso un modello regolare di simboli, ereditato dalla antichi seguaci di Pitagora, che fornisce loro una struttura musicale.

Un secolo prima, Pitagora aveva dichiarato che i pianeti e le stelle producono una musica non udibile, una sorta di 'armonia delle sfere', citata anche da Cicerone nel suo "Sogno di scipione", all'interno della Repubblica, per spiegare la vita dopo la morte.

E Platone sembra aver imitato questa melodia, utilizzandola come metro di scrittura. A rivelarlo è stato il dottor Jay Kennedy, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Apeiron. "I libri di Platone hanno svolto un ruolo importante nella fondazione della cultura occidentale, ma sono misteriosi e fitti di enigmi", spiega il dottor Kennedy, alla Facoltà di Life Science dell'Università di Manchester. "Nell'antichità- aggiunge- molti dei suoi seguaci hanno detto che il libro conteneva strati nascosti di significato e codici segreti, ma tale ipotesi è stata respinta dagli studiosi moderni".

Ecco quindi la scoperta. Kennedy avrebbe infatti individuato il codice utilizzato da Platone: " una storia lunga e appassionante. Ho dimostrato rigorosamente che i libri contengono codici e simboli e che rivelano la filosofia nascosta di Platone. Questa è una vera e propria scoperta, non semplicemente una reinterpretazione".

Stando alle parole del professore, ci troviamo di fronte ad una rivoluzione, che riguarda la storia del pensiero occidentale, e soprattutto le storie della scienza antica, matematica, musica e filosofia.

Ma se il filosofo greco ha cifrato i suoi scritti con così tanto impegno, sicuramente doveva avere i suoi buoni motivi. Non una semplice esercitazione stilistica, ma una vera e propria questione di sicurezza personale. Le sue idee, infatti, costituivano una minaccia per la religione greca, sottolineando che l'Universo fosse regolato da leggi matematiche, non dal volere degli dèi.

La segretezza era normale nei tempi antichi, in particolare per le conoscenze esoteriche e religiose, ma per Platone si trattò di una questione di vita o di morte. Codificare le sue idee attraverso modelli segreti era una sorta di assicurazione sulla vita. Altri tempi, o no?

Francesca Mancuso

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