Uomo di Neanderthal: l'incesto risale alla preistoria

Neanderthal-famiglia

Un osso risalente a 50 mila anni fa, trovato in una grotta siberiana, ha fornito agli scienziati una visione sorprendente delle abitudini e dei comportamenti dei primi esseri umani. I ricercatori sostengono infatti che l'Homo sapiens, l'uomo di Neanderthal e altri due gruppi di esseri umani si mescolarono e si incrociarono migliaia di anni prima che tutte le specie, tranne la nostra, si estinguessero.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature da un team di scienziati che ha sequenziato il DNA prelevato dal fossile di un osso, confrontandolo con i genomi di 25 esseri umani moderni e con il genoma di un gruppo parentale dei Neanderthal, quello dei Denisova.

Secondo la loro analisi, gli uomini di Neanderthal hanno contribuito a generare l'uomo moderno grazie a circa il 2 per cento del proprio DNA, mentre il gruppo dei Denisova, con lo 0,2 per cento, ha dato origine agli asiatici ed ai nativi americani.

La sorpresa più grande, però, è stata la constatazione che un quarto ominide pare abbia contribuito, con circa il 6 per cento del DNA, al genoma denisoviano. L'identità di questo donatore di DNA, comunque, rimane un mistero. “È possibile che questo ominide sconosciuto sia quello noto dai reperti fossili come Homo erectus", ha detto l'autrice dello studio Kay Prufer, genetista dell'Istituto Max Planck di antropologia evolutiva di Lipsia, in Germania. "Ulteriori studi sono necessari per sostenere o respingere tale possibilità".

Genetisti e antropologi hanno riferito che le analisi risultanti eseguite sull'osso hanno chiarito un periodo di tempo compreso tra i 12 mila e i 126 mila anni fa. "Sembra che l'Eurasia, durante il tardo Pleistocene, fosse un posto interessante per un ominide”, ha affermato il biologo Ewan Birney dell'Istituto europeo di bioinformatica.

L'osso è stato scoperto in un antico riparo naturale chiamato Denisova Cave, sui Monti Altai della Siberia. È stato nella stessa grotta che gli archeologi hanno scoperto le prove del passaggio dei denisoviani, ormai riconosciuti come gruppo distinto nel 2010.

neanderthal dna

Sulla base del DNA prelevato dalla punta dell'osso, i ricercatori sono stati in grado di determinare che apparteneva a un uomo di Neanderthal di sesso femminile. Si potrebbe anche dire che i suoi genitori fossero "fratelli che hanno avuto una madre in comune, doppi cugini di primo grado, uno zio e una nipote, una zia e un nipote, un nonno e un nipote, o una nonna e un nipote", si legge nello studio. Quindi, è possibile che i genitori fossero parenti stretti fra loro. Tale consanguineità sarebbe stata necessaria perché la popolazione dei Neanderthal era molto modesta, forse già sulla buona strada verso l'estinzione.

Gli autori dello studio hanno stimato che gli antenati dei Neanderthal e dei Denisoviani siano stati divisi dal lignaggio. Questa sarebbe stata la causa che ha portato all'evolversi degli esseri umani moderni circa 600 mila anni fa e, successivamente, all'ulteriore divisione tra loro circa 400 mila anni fa. Sulla base dei genomi di ogni gruppo, i ricercatori hanno concluso che tutte le loro popolazioni erano in calo almeno 1 milione di anni fa. Qualche tempo dopo, i nostri antenati cominciarono a crescere di numero, mentre le popolazioni dei Neanderthal e dei Denisoviani hanno continuato a ridursi. I ricercatori stimano che l'Homo sapiens sia diventato l'unico essere umano del pianeta circa 30 mila anni fa.

Gli esperti caldeggiano l'ipotesi che la mappatura del genoma di Neanderthal potrebbe essere utile ad acquisire conoscenze riguardo l'evoluzione degli esseri umani moderni. L'elenco delle sequenze di DNA che ci distinguono dagli uomini di Neanderthal è relativamente breve, secondo l'autore Svante Paabo, direttore del dipartimento del Max Planck Institute of Genetics. “È un catalogo di caratteristiche genetiche che descrive tutti gli esseri umani moderni, oltre a tutti gli altri organismi viventi o estinti", riferisce Paabo. "Credo che in essa si nascondano alcune delle cose che hanno portato alla grande espansione delle popolazioni umane, alla cultura e alla tecnologia negli ultimi 100 mila anni".

Federica Vitale

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