Animali preistorici: si salvarono grazie alle oasi di ossigeno

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Le più antiche tane di animali conosciute si trovano in rocce risalenti all’Ediacarano, circa 600 milioni di anni fa. Questa scoperta ha sorpreso i geologi, poiché i livelli di ossigeno negli oceani in quell’epoca erano circa un decimo di quelli odierni, troppo bassi per vivere.

Per capire come gli animali siano riusciti ad evitare la morte per soffocamento, Murray Gingras, della University of Alberta di Edmonton, ha esplorato le attuali lagune a bassa concentrazione di ossigeno dell'arcipelago di Los Roques, in Venezuela.

Come descritto nell’articolo pubblicato sul sito New Scientist, Gingras, sul fondo della laguna, ha scoperto che i “tappetini microbici” contenevano quattro volte l’ossigeno presente nell'acqua (praticamente senza vita) sovrastante – una quantità sufficiente a sostenere una comunità di vermi e larve di insetti.

Gingras ha affermato che le tane che questi animali lasciano sono simili a quelle trovate nelle rocce di 600 milioni di anni fa. Dal momento che le rocce contengono tappetini microbici fossili, ciò indica che i “tappetini” hanno prodotto abbastanza ossigeno per consentire agli animali di muoversi per la prima volta, nonostante le condizioni generali di scarso ossigeno esistenti nell’Ediacarano.

"Questa è una soluzione veramente acuta ad un vecchio problema", ha dichiarato il ricercatore ediacarano Jim Ediacaran Gehling, del South Australian Museum di Adelaide. Gehling fa notare che gli animali, nell’Ediacarano, potrebbero aver lottato per la sopravvivenza durante la notte, quando i microbi si fermavano per fare la fotosintesi ed livelli di ossigeno si abbassavano.

Antonino Neri

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