I crateri in Siberia dipendono forse dal Triangolo delle Bermude

Crateri russia

I misteriosi crateri che si sono formati in Siberia hanno sollevato un'ondata di riflessioni, ipotesi e congetture sulle loro origini. Ora una nuova inchiesta suggerisce una spiegazione per queste voragini, sostenendo che la loro formazione potrebbe essere collegata all'influenza del Triangolo delle Bermude. Come dire: mistero spiegato con mistero. 

Come abbiamo visto, nel mese di luglio, pastori di renne siberiani hanno scoperto un profondo cratere nella penisola Yamal, che significa "fine del mondo". Più tardi, sono stati individuati altri due buchi aperti, uno nel Distretto di Taz e uno nella Penisola di Taymyr.

Sempre a luglio, scienziati russi hanno riferito alla rivista Nature che la formazione di questi enormi buchi può essere verosimilmente spiegata a seguito di forti esplosioni che hanno fatto fuoriuscire grandi quantità di gas intrappolate nel permafrost. L'aria vicino alla parte inferiore del cratere conteneva concentrazioni di metano insolitamente elevate, sostengono.

Ma ora le ipotesi dei ricercatori si sono spinte persino oltre: secondo quanto riporta il Siberian Times, infatti, è stato ipotizzato che gli idrati di metano potrebbero essere responsabili della sparizione di navi e aerei in circostanze misteriose nel cosiddetto Triangolo delle Bermude, nome che alcuni hanno dato ad una regione situata nella parte nord dell'Oceano Atlantico, compresa tra arcipelago delle Bermude, Florida e Puerto Rico; l'esistenza di tale regione è, tuttavia, contestata da molti altri.

E' molto probabile che gli strani buchi nell'oceano si siano formati come risultato della decomposizione di idrati di gas, afferma Vladimir Romanowsky, un geofisico che ha studiato il permafrost all' University of Alaska Fairbanks, ma che non vuole essere coinvolto nella ricerca.
Il metano è normalmente solido per la forte pressione che subisce nelle profondità oceaniche, ma alcuni pezzi possono staccarsi e formare delle bolle di gas che risalgono verso la superficie.
"E' noto che esistano idrati di gas lungo la costa nord atlantica degli Stati Uniti" ha detto Benjamin Phrampus, scienziato alla Southern Methodist University.

Infatti, uno studio del 2003 pubblicato sull'American Journal of Phisics ha scoperto che queste bolle possono persino far affondare le navi. Per verificare ciò, i ricercatori hanno costruito il prototipo dello scafo di una nave e hanno in seguito rilasciato una grande bolla al di sotto di essa, filmando cosa accadesse.

Quando la nave si trovava proprio sopra la bolla, perdeva la propria capacità di galleggiare ed affondava.

Ma anche se il fenomeno si è verificato con un modello di nave, non c'è alcuna certezza che esso possa effettivamente accadere nella realtà, secondo quanto sostiene Phrampus. Inoltre, fuoriuscite di metano così su larga scala non si sono mai verificate nella storia recente, nei periodi in cui si ipotizza che siano avvenute le sparizioni di navi ed aeroplani nel cosiddetto Triangolo dele Bermude. L'ultima volta che dal fondale marino sono scaturiti dei gas risale addirittura all'ultima era glaciale, 20mila anni fa.

La Marina statunitense non crede che esista il Triangolo delle Bermude. La Compagnia di Assicurazioni Lloyd di Londra ha reso noto che in questa regione non affondano più navi rispetto a qualsiasi altra parte dell'Oceano, come documentato anche dalla United States Geological Survey.

Le spiegazioni che lasciano aperto lo spazio al mistero, tuttavia, restano ancora fortemente attraenti.

Francesca Di Giorgio

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