Scoperto in Scozia un nuovo calendario lunare

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Quando si pensa all'astronomia antica, probabilmente vengono in mente le immagini di Stonehenge o, probabilmente, anche le pietre che costituiscono il fantomatico calendario Maya di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi. Ma una nuova scoperta in Scozia potrebbe rielaborare quanto finora dato per certo, eclissando in parte l'autorità che il sito britannico e la civiltà maya ricoprono da diverse migliaia di anni.

Durante il Mesolitico, risalente a circa 10 mila anni fa, un popolo di cacciatori e contadini pare abbia elaborato un calendario sofisticato, rivenuto presso il Castello di Crathes, nell'Aberdeenshire, in Scozia. Pur essendo stato rinvenuto nel 2004, solo ora tale calendario ha rivelato i suoi veri segreti, dopo molti anni di ricerca.

Dodici buche scavate nella terra, infatti, sono allineate alla progressione lunare con l'anno. E ciò ha permesso a molte persone di determinare con precisione i progressi della Luna, semplicemente spostando un marcatore lungo l'arco creato dalla serie di buche.

La profondità di tali fosse è variabile. E questo ha anche permesso alle persone di misurare il ciclo di ogni mese lunare. L'arco creato dalle fosse, poco profondo, forse simboleggia il movimento della Luna nel cielo. Partendo da un'estremità di piccole dimensioni, via via la profondità va aumentando insieme al diametro della buca. Fino a diminuire nuovamente. Questa disposizione divide ogni mese lunare in tre 'settimane' di dieci giorni, rispettivamente rappresentando la luna crescente, il periodo della luna piena e la luna calante.

Un ulteriore livello di sofisticazione è stato fornito da un allineamento al solstizio di mezza estate. Le fosse, infatti, si affacciano su un dirupo nelle colline circostanti e il Sole si affaccia al suo interno ogni inverno. Il costante allineamento ha permesso alle persone di ricalibrare il proprio calendario lunare. Un espediente che non avrebbe copie risalenti allo stesso periodo o, comunque, all'antichità. In effetti, il calendario era in uso già dall'8000 a. C. (il primo Mesolitico) fino al 4000 a. C. (il Neolitico antico) e potrebbe rivelare il posto ed il modo in cui l'uomo abbia acquisito le conoscenze necessarie per creare monumenti astronomici nel tardo Neolitico, tra cui Stonehenge appunto.

calendario lunare

E se il calendario è sorprendente di per sé, esso mostra anche la raffinatezza dei primi uomini cacciatori e contadini, rivelando anche che quella di tutti i giorni poteva essere una vita vissuta soprattutto durante le ore notturne, anziché diurne. Le ore di buio, infatti, erano molto importanti per una comunità dedita alla caccia e le corrispondenti fasi lunari sarebbero stati significativi cicli attraverso i quali la gente poteva organizzare le proprie attività. La Luna, com'è noto, influenza le maree e questo poteva essere di vitale importanza per le persone che utilizzavano i prodotti del mare per il loro cibo, cosa molto comune nelle comunità del Mesolitico. Conoscendo i cicli lunari, infatti, la gente poteva prevedere quando la marea sarebbe salita e quando coordinare la raccolta.

Date le dimensioni del calendario del Castello di Crathes, è probabile che la sua consultazione fosse un evento della comunità. Si può anche ipotizzare l'esistenza di sciamani, ossia persone con conoscenze specifiche del mondo spirituale. La comunità considerava, quindi, gli sciamani spiritualmente in sintonia con il ciclo lunare e questo aspetto solleva la possibilità che questi praticanti spirituali potessero essere donne, con i loro cicli mestruali aderenti al ciclo della Luna.

Qualunque siano stati i rituali che hanno avuto luogo presso il Castello di Crathes, serve a ricordare una volta di più come il mondo dei nostri antenati sia stato molto diverso dal nostro. La loro esistenza era governata non dal Sole, ma dalla Luna, con i suoi cicli di alternanza tra luce e buio.

Il rapporto originale sul ritrovamento è stato pubblicato sulla rivista Archeologia Internet.    

Federica Vitale

 

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