Gli scienziati sanno come spiare i nostri sogni

sogno immagini

Gli scienziati possono spiare i nostri sogni. Un nuovo studio condotto dai ricercatori del Computational Neuroscience Laboratories ATR di Kyoto ha scoperto che tramite le scansioni del cervello durante il sonno è possibile decodificarne il contenuto visivo.

Guidati da Yukiyasu Kamitani, gli scienziati hanno analizzato l'attività cerebrale di alcuni volontari mentre dormivano. I ricercatori hanno svegliato i partecipanti ogni volta che rilevavano il pattern delle onde cerebrali associato agli attacchi di sonno, chiedendo loro di raccontare quello che avevano appena sognato, e poi di tornare a dormire. Tale operazione è stata effettuata in blocchi di tre ore ed è stata ripetuta tra sette e dieci volte, in giorni diversi, per ciascun partecipante.

Nel corso di ogni blocco, i volontari sono stati svegliati dieci volte all'ora. Ogni volontario ha riferito di aver avuto sogni visivi sei o sette volte ogni ora, dando ai ricercatori un resoconto di circa 200 sogni. Mentre i soggetti dormivano, gli scienziati hanno usato il neuroimaging funzionale per esaminare il cervello e hanno registrato simultaneamente le onde cerebrali dei volontari usando l'elettroencefalografia.

Ed ecco quello che hanno scoperto. La maggior parte dei sogni riflette le esperienze di tutti i giorni, ma alcuni contenevano contenuti insoliti, come ad esempio un colloquio con un attore famoso. I ricercatori hanno estratto le parole chiave dai resoconti verbali dei partecipanti e le hanno raccolte in 20 categorie tra cui come 'auto', 'uomo', 'donna', e 'computer', che sono apparse più di frequente nei resoconti. Kamitani e i colleghi hanno poi selezionato alcune foto rappresentative di ciascuna categoria, mostrandole ai partecipanti e scansionando il loro cervello durante la visualizzazione delle le immagini.

Dalle analisi, gli esperti sono riusciti a capire che l'attività nelle regioni cerebrali di ordine superiore può prevedere con precisione il contenuto dei sogni dei partecipanti. “Abbiamo costruito un modello per prevedere se ciascuna categoria di contenuto fosse presente nei sogni”, spiega Kamitani. “Analizzando l'attività del cervello nove secondi prima del risveglio dei soggetti, si potrebbe prevedere se un uomo è in una di queste categorie con una precisione del 75-80%.”

Questo è un pezzo interessante ed emozionante del lavoro”, ha commentato Jack Gallant neuroscienziato presso la University of California Berkeley, in occasione della presentazione dello studio durante la riunione annuale della Society for Neuroscience a New Orleans, in Louisiana. Secondo Gallant, ciò suggerisce che il sogno coinvolge le stesse aree cerebrali riguardanti le immagini visive e che il nostro richiamo dei sogni si basa sulla memoria a breve termine.

Kamitani ed i suoi colleghi stanno ora cercando di raccogliere lo stesso tipo di dati dalla fase REM, che è anche associata a tale attività. “Questo è più difficile, perché dobbiamo aspettare almeno un'ora prima che i soggetti che dormono raggiungano quella fase,” conclude Kamitani.

I nostri segreti più nascosti potrebbero presto essere svelati.

Francesca Mancuso

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