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Roswell: il racconto di un ex agente della Cia

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Era l'8 luglio 1947 quando a Roswell accadde qualcosa di strano. E 65 anni dopo è un ex agente della CIA, tale Chase Brandon, a confermare come in tale data accadde qualcosa di davvero molto misterioso.

Quella notte si schiantò un pallone sonda appartenente ad un'operazione della United States Air Force. Questa, almeno, fu la versione raccontata alla stampa. L'episodio del misterioso incidente però destò l'interesse di una buona fetta di ufologi e appassionati per i quali l'evento nascondeva ben altro. In seguito, e in gran segreto, si procedette al recupero di materiali. Si vociferava fossero reperti extraterrestri, tra cui persino cadaveri alieni.

Oggi, Chase Brandon racconta che “era un veicolo spaziale che chiaramente non proveniva dal nostro pianeta”. L'ex agente della Cia, in carica nelle operazioni segrete per ben 25 anni, ha trascorso i suoi ultimi 10 anni di servizio come primo collegamento ufficiale tra l'agenzia e le industrie di pubblicazione. E, negli anni '90, entrò a far parte della sezione speciale Historical Intelligence Collection presso il quartier generale della CIA, in Virginia.

Brandon, insomma, fu un testimone. E rivela di aver visto i documenti che provano ciò che gli ufologi hanno sempre dichiarato. “È tutto vero quello che i teorici del complotto sostengono da sempre: l'astronave precipitata, i cadaveri sul terreno, la tecnologia aliena analizzata e riutilizzata nei nostri laboratori. È accaduto sul serio”, racconta Brandon. A Roswell, quella sera di luglio, fu un oggetto misterioso a precipitare nel deserto.

Ma l'informazione è stata da sempre custodita nella cassaforte della CIA. “Lì dentro, una scatola ha attirato la mia attenzione. C'era scritto sopra una sola parola: 'Roswell'. Ci ho frugato dentro e ho detto: 'Mio Dio, è successo davvero!'”. E l'ex agente si rivela essere un testimone più che attendibile visto che ha operato nell'ambiente della CIA come agente in incognito e in operazioni contro il terrorismo internazionale. “C'erano dei testi scritti e delle foto. È tutto quello che posso rivelare, non aggiungerò altro sul contenuto di quella scatola”, racconta tra le righe dell'Huffington Post.

Nella storia di Roswell, comunque, Chase Brandon non è l'unico esponente del governo ad esporsi riguardo i misteri della vicenda. In passato si espose anche il tenente Walter Hunt, addetto alle pubbliche relazioni della base militare del New Mexico. Ma coincidenza, le sue rivelazioni giunsero solo post mortem, nel 2006. Proprio Hunt descriveva i corpi delle creature aliene. Gli stessi che, fino ad oggi, oscillano tra fantascienza e realtà.

Chase Brandon, con le sue rivelazioni, rimette in discussione le tesi ufficiali delle autorità americane. “Non è stato un pallone meteorologico, era proprio quello che dicevano i testimoni: un'astronave proveniente da un altro mondo”. Quelle immagini dove sono chiaramente visibili i corpi degli extraterrestri sono solo una montatura, come da sempre si sostiene, o potrebbero confermare un fondo di verità?

Federica Vitale

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