2016, è bisestile. Quando nacque questa scelta?

bisestile

Quest'anno sarà bisestile. Ma sapete quando ebbe origine?Una prima grande riforma del calendario si ebbe già con Giulio Cesare. Era il 46 a. C. In tempi diversi, mise mani ai 365 giorni anche papa Gregorio XIII. Infine, i giacobini della Rivoluzione Francese realizzarono un modello forse più pratico, ma non i linea con i precetti cristiani. Oggi, l'ultima proposta di riforma del calendario giunge dagli Stati Uniti e portavoce se ne fa Steve Hanke, docente di economia alla John Hopkins University, insieme a Richard Conn Henry, astronomo presso la stessa università.

Il calendario permanente Hanke-Henry si caratterizzerebbe per la regolarità. L’anno, infatti, verrebbe diviso in quattro parti, ciascuno di tre mesi. A loro volta, i primi due sarebbero costituiti di 30 giorni e l’ultimo di 31. Sommandoli, si otterrebbe un anno della durata sempre uguale, ossia 364 giorni di 52 settimane esatte. La conseguenza di questa netta precisione è che ogni data cadrebbe nello stesso giorno settimanale. Un po’ monotono se pensiamo che alcuni ponti festivi verrebbero eliminati quasi del tutto. Ad esempio, Capodanno e Natale coinciderebbero sempre con la domenica; al contrario, il Primo maggio e Ferragosto cadrebbero di martedì. Come quest’anno, ogni cinque anni, si aggiungerebbe la settimana bisestile che verrebbe ad inserirsi alla fine di dicembre.

Il nostro attuale calendario si fonda sul fatto che la Terra impiega qualcosa di più di 365 giorni per compiere la propria rivoluzione attorno al Sole. Al tempo stesso, non sono nemmeno 366; per essere precisi: 365,2422. È quel tempo extra a creare dei problemi al ciclo giornaliero di 24 ore. Se avessimo fatto finta che non esistesse, a cadenze precise ci troveremmo a festeggiare il Natale in primavera o in estate. La soluzione al problema è proprio quella di aggiungere un giorno in più a febbraio e ogni quattro anni. Proprio come accadrà quest'anno. È per questo motivo che si è risolto il dilemma dello slittamento di alcune festività, sebbene dobbiamo accontentarci di vedere i giorni slittare ogni anno e due nel caso del bisestile.

La riforma del calendario proposta dai due studiosi si presenterebbe, dunque, come un modo per regolarizzare i giorni e il tempo. E, a detta loro, si porrebbe come una buona soluzione ad alcuni problemi economici. Si veda il calcolo per il pagamento degli interessi che è reso complicato dall’irregolarità dei mesi. Inoltre, sarebbe più semplice pianificare impegni e decidere i giorni di festa, soprattutto nel caso del Natale e del Capodanno. Con buona pace dei lavoratori che, ad ogni modo, si vedrebbero ricompensati con un aumento dei giorni di ferie. Sembrerebbe una manovra politica e di questi tempi non parrebbe nemmeno troppo lontana dalla realtà ma è anche vero che la riforma del calendario non è cosa semplice.

Gli stessi studiosi ne sono consapevoli. Richard McCarty, filosofo ed esperto nel riforme del calendario avute in passato, afferma che la proposta Hanke-Henry “non ha alcuna possibilità di essere adottata. A quanto pare, servirebbe un leader carismatico o un uomo la cui voce sia ascoltata da tutti. Cesare e Gregorio XIII, ognuno a loro modo, lo erano. “Erano persone potenti. Avevano la capacità di fissare la strada e farsi seguire dal resto del mondo. Nessuno oggi dispone di tanto potere”.

Federica Vitale 

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