La fortuna esiste davvero

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Le persone fortunate sono, per definizione, anche ottimiste. Che sia al gioco o in amore, nel lavoro come nella vita, un tocco da parte della Dea Bendata è l'ingrediente magico che fa la differenza. Lo sostiene anche un nuovo studio che dimostra come il concetto di “fortuna” sia più reale di quanto ci aspettassimo.

Molti giocatori credono che, se l'onda della vincita è dalla loro parte, ha senso continuare a scommettere o a giocare. Al contrario, molti altri ritengono anche che la sfortuna abbassi la media e porti il giocatore a voler recuperare le sue perdite. Questo aspetto è noto come “fallacia del giocatore”.

La ricerca condotta da Juemin Xu e Nigel Harvey, entrambi dello University College di Londra, ha dimostrato che, in alcuni settori, l'essere fortunato è un concetto che, in realtà, non esiste. Al contrario, e altrettanto stranamente, si è scoperto che nel gioco d'azzardo la fallacia del giocatore è ancora più illusoria di quanto non lo sia un esperto di statistica.

Utilizzando uno strumento stupefacente come Internet per raccogliere un campione considerevole, i due ricercatori hanno esaminato 565.915 scommesse effettuate da 776 persone in sport come le corse dei cavalli e il calcio. Poiché queste erano scommesse online e la loro tempistica poteva essere stabilita con precisione, Xu ed Harvey hanno visto vincere e perdere in modo del tutto inaspettato.

La probabilità di una prima scommessa vincente è stata del 48 per cento e quella di un follow-up trionfante di un analogo 49 per cento. Dopodiché, le possibilità sono aumentate. La terza puntata, infatti, ha visto vincere il 57 per cento, la quarta il 67 e la quinta il 72, fino alla sesta che ha raggiunto il 75 per cento. Per quanto riguarda chi invece ha visto crollare i propri entusiasmi in una serie di sconfitte, dopo la perdita delle loro prime puntate, il loro successo si è attestato attorno ad un pallido 47 per cento.

La spiegazione che si sono dati i due ricercatori non è puramente fatalista. La fortuna, infatti, non corteggia essenzialmente i vincitori e si accanisce sui perdenti. Piuttosto, quando le vincite sono aumentate di misura, chi era toccato dalla Dea Bendata ha iniziato a scegliere quote sempre più sicure, arrivando a vincere più spesso sebbene in modo meno redditizio. Al contrario, coloro che avevano sperimentato una serie di sconfitte si sono incamminati verso scommesse più rischiose, rendendo più probabile che la sfortuna li perseguitasse.

La fortuna, la “mano calda”, la Dea Bendata, che dir si voglia, dunque, sono reali. Ma essi sono generati dal comportamento di un giocatore piuttosto che dalla ruota della fortuna. La fallacia del giocatore, però, è aggravata dal suo comportamento.

La morale sembra essere chiara e semplice: credere nella matematica piuttosto che alla fortuna.  

Federica Vitale

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