Nella struttura del cervello di Einsten la chiave dell'intelligenza

Einstein cervello

Com'è fatto il cervello di un genio? una delle domande poste da uno studio che ha analizzato la mente di Einstein, genio della fisica. Lo studio, condotto dagli scienziati del Dipartimento di Fisica della Normal University della Cina Orientale e pubblicato sulla rivista Brain, ha sottolineato come i due emisferi del cervello del più famoso scienziato della storia siano meglio collegati di quanto accade in un uomo "normale". forse questo il segreto della genialità?

Secondo l'antropologo Dean Falk sì, tanto da dichiarare che è proprio questo studio a far finalmente chiarezza sulla particolarità del cervello di Albert Einstein. Lo scienziato si è basato sui risultati emersi da una sua precedente ricerca che aveva esaminato la fitta corteccia cerebrale che lo caratterizzava tanto da far teorizzare la presenza di più neuroni e di una loro presenza più alta del normale, in particolare dove si svolge la parte più astratta e teorica del pensiero umano.

Questa nuova ricerca conferma la particolarità, stavolta soffermandosi proprio sull'aspetto delle nervature e dei collegamenti presenti tra emisfero destro ed emisfero sinistro del cervello di Einstein. Mettendo a confronto le fotografie del cervello dello scienziato rispetto a quelle di altri 85 individui si è scoperto proprio che il numero di nervi era maggiore e quindi la comunicazione tra gli emisferi era sicuramente migliore. La struttura cerebrale ra più articolata e le connessioni più complesse nelle zone a cui si attribuiscono le capacità matematiche e di orientamento nello spazio.

Altre ricerche avevano dimostrato che i lobi parietali dello scienziato, sede delle facoltà matematiche, musicali e del linguaggio, erano più ampie del normale di circa il 15%. Inoltre, Einstein non aveva un solco (denominato "scissura di Silvio") e si è pensato che proprio questa assenza permettesse ai neuroni di comunicare tra loro più facilmente.

Quello che resta da chiarire, tuttavia, è se le caratteristiche cerebrali dello scienziato fossero dovute ad un fattore genetico, quindi presenti in lui fin dalla nascita, oppure fossero stati l'esercizio e gli studi a modificarlo giorno dopo giorno. Lo scienziato studiò tutta la sua vita a teorizzare e capire l'universo attraverso l'uso di nuove leggi fisiche e matematiche, con risultati, noti, che tuttora cambiano la nostra vita.

E forse non tutti sanno che fu Einstein a voler lasciare, come ultimo contributo alla scienza, alla sua morte nel 1955, proprio il suo cervello alla comunità scientifica internazionale perché fosse sezionato e studiato. Fu Thomas Harvey a rimuovere il cervello del più celebre fisico del XX° secolo, presso il Princeton Hospital, realizzando un vero e proprio servizio fotografico.

Sara Tagliente

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