A Campodimele (LT) un gene allunga la vita

campodimele

Lo chiamano il "paese della longevità". È Campodimele, in provincia di Latina. Qui si vive realmente più a lungo. Questo piccolo centro del Lazio, situato a circa 150 km da Roma, vanta numerosi abitanti ultracentenari. E, secondo gli esperti dell'Università La Sapienza di Roma, il segreto della loro vita lunga è racchiuso in un gene.

La ricerca, coordinata da Marcello Arca, del Dipartimento di Medicina interna dell'ateneo romano, è partita proprio da questo curioso fatto. All'interno del piccolo comune, che ospita circa 850 abitanti da tempo si parla del misterioso segreto che consente di vivere più a lungo. Fin dal 1985 l'Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso il progetto Monica tentò di saperne di più. Allora venne accertato che gli abitanti di Campodimele avevano un tasso di colesterolo dimezzato rispetto alla media nazionale. Frequente anche nei soggetti la bassa pressione arteriosa.

Altre ricerche, condotte da Pietro Cugini, dell'Università la Sapienza di Roma, nel tempo hanno accertato che tali "costanti" erano presenti sia sugli uomini che sulle donne.

E il segreto sarebbe racchiuso in una mutazione genetica. Il gene mutato si occupa di sintetizzare la proteina Angptl3, che ha il compito di fare da "freno" all'eliminazione delle lipoproteine che trasportano il colesterolo e i trigliceridi nel sangue.

Lo studio si è basato sull'indagine genetica a tappeto condotta fra gli abitanti di Campodimele. Secondo i dati, i soggetti analizzati presentano valori particolarmente bassi di colestero totale e LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo".

Andando ad indagare l'origine di tale situazione, gli esperti hanno scoperto la presenza di una mutazione nel gene. Infatti, oltre a presentare valori bassissimi di colesterolo, i portatori della mutazione avevano una sorta di protezione contro aterosclerosi e diabete. "L'esistenza di persone prive della proteina Angptl3 e che al contempo godono di buona salute, ci fa ipotizzare lo sviluppo di farmaci diretti contro questa molecola per proteggere i pazienti a rischio di aterosclerosi", ha detto Arca all'Ansa. "La vicenda contribuisce ad ampliare una nuova area di ricerca, rivolta all'individuazione di nuovi varianti genetiche che possono avere un ruolo protettivo nei confronti delle malattie, soprattutto di quelle legate all'aterosclerosi". Da Campodimele, in sostanza, possiamo imparare a vivere di più.

Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati sul Journal Clinical Endocrinology and Metabolism,

Francesca Mancuso

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