#Interstellar non e' tutto scienza: gli errori del film

 Interstellar errori

Interstellar è ormai nelle sale cinematografiche dal 6 novembre e già ha suscitato polemiche: l’Universo visto con gli occhi di un regista cinematografico forse non è del tutto scientifico. Così, gettando uno sguardo alla fantascienza, il film ha partorito anche degli errori, almeno dal punto di vista della scienza “pura”.

In alcuni casi, però, sembra piuttosto aggiornato sulle nuove frontiere della ricerca e, quelli che sono passati per errori, in realtà potrebbero concretizzarsi presto. Ecco alcune questioni ancora aperte, al confine tra la scienza e la fantascienza.

I buchi spazio-temporali non esistono?

Apparentemente un volo pindarico in un futuro del tutto misterioso, in realtà la possibilità di avventurarsi in un wormhole, un buco spazio-temporale, potrebbe effettivamente essere la scorciatoia ideale per unire zone lontane del cosmo. La scienza si interroga seriamente su questa possibilità, che quindi non è del tutto fantascienza.

Si può sopravvivere all’interno di un buco nero?

Il film propone la possibilità di usare un buco nero come transito per raggiungere più velocemente un altro pianeta abitabile. Effettivamente sarebbe una scorciatoia, ma attualmente la possibilità di sopravvivenza dentro il più potente concentrato di forza di gravità dell’Universo sembra alquanto improbabile.

Si può orbitare intorno a un buco nero?

Verrebbe da sé dire che anche questo è impossibile, perché, appena entrati nel raggio di azione di un buco nero, si viene immediatamente risucchiati da questa forza inevitabile. Anche in questo caso, però, non si tratta di un’ipotesi del tutto da scartare: è sufficiente orbitare al di fuori della “zona rossa”, dentro la quale la fine è irrimediabilmente certa.

I pianeti intorno a un buco nero possono essere abitabili?

Nel film gli esploratori visitano un pianeta che orbita intorno a un buco nero, presumibilmente lontano dal raggio di azione della sua immensa forza di attrazione. La domanda se siano abitabili, purtroppo, resterà senza risposta, perché la stabilità di un corpo celeste di questo tipo attualmente non può essere calcolata. E comunque non sappiamo nulla su eventuali forme di vita diverse dalla nostra che potrebbero adattarsi ad una simile condizione.

È plausibile una forza propulsiva come quella di Endurance?

La navicella spaziale Endurance, considerata per molti versi plausibile da diversi esperti del settore, sembra invece piuttosto fantascientifica per l’aspetto di propulsione. Riesce infatti a sfuggire a centri di gravità notevoli, apparentemente senza difficoltà. Anche in questo caso però, è difficile dire che questa ipotesi sia realmente irrealizzabile: gli studi sono sempre alla ricerca di soluzioni innovative a riguardo, come l’ipotesi di una navicella a vela solare, quindi, chissà, magari Endurance è realmente sulla griglia di partenza.

Roberta De Carolis

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