#Interstellar: da domani al cinema tra scienza e fantascienza

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L'universo non è stato “progettato” per rendere la vita facile agli scrittori di fantascienza. E così deve essere stato anche per Christopher Nolan, autore dell'atteso film Interstellar, in uscita nelle sale domanio 6 novembre.

Le regole dell'universo, ossia le leggi della fisica, nascondono ancora degli aspetti poco noti agli scienziati. Gli autori di romanzi e film di fantascienza, dunque, hanno un ruolo molto difficile: quello di “spiegare” lo spazio e la possibilità di percorrerlo più veloce della luce. O di attraversare buchi neri per distorcere lo spaziotempo.

Uno dei massimi esperti sulle implicazioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein, Kip Thorne, ha rivoluzionato il concetto di fisica proprio facendo riferimento ai cosiddetti wormholes. E Interstellar, il film che ha come protagonista Matthew McConaughey e Anne Hathaway nelle vesti di astronauti a caccia di un nuovo pianeta in grado di sostenere la vita umana, si basa su questo suo modo di intendere lo spaziotempo. I personaggi della pellicola, infatti, non si limiteranno a viaggiare tra le stelle in un modo scientificamente accettabile, ma saranno anche in grado di viaggiare nel tempo, un'ossessione per gli scrittori di fantascienza da tempi immemori.

Immaginiamo come potrebbe essere strano. Sarebbe come trovarsi su una barca e uscire tra le onde. Queste colpirebbero la nostra imbarcazione una volta al secondo. Tuttavia, se la barca è provvista di un motore acceso, ci si aspetterebbe un movimento delle onde più lieve. E, invece, le onde colpiscono esattamente alla stessa velocità. In questo modo spiega la sua teoria Thorne, rifacendosi a quanto sostenuto da Albert Einstein, appunto. La velocità della luce è l'unica costante. Questa si muove regolarmente per tutti, non importa se l'oggetto sia in movimento o meno o in quale direzione. La velocità della luce è un limite assoluto.

Ma i wormholes possono offrire un modo plausibile per ovviare ai limiti dello spaziotempo. L'idea è stata avanzata da fisici rispettabili e considera tali dimensioni come un foglio. Gli oggetti pesanti distorcono quel foglio. E più pesanti sono, più lo deformano. Ma, alla fine, se sono abbastanza pesanti, la loro gravità è così grande che tutta la materia è condensata in un volume infinitamente piccolo. E quando ciò accade, questo distorce il foglio/spaziotempo fino a che non si “strappa”. Questi fori creati nello spaziotempo sono chiamati buchi neri. E, alcuni di essi potrebbero anche essere collegati fra loro. “È un po' come se un verme avesse praticato un foro in una mela da un lato all'altro. Se noi fossimo una formica e vivessimo sulla superficie della mela, potremmo muoverci su due percorsi e andare da un lato all'altro della mela e sulla sua superficie, proprio come il nostro universo leggermente curvo”.

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Thorne è uno dei massimi esperti di questa teoria. Insieme al suo amico e collega Hawking, ha teorizzato che minuscoli wormholes appaiono e scompaiono in una "schiuma quantistica", ossia la scala più piccola dell'universo, molto più piccola degli atomi. E questo potrebbe consentire agli esseri umani di viaggiarvi attraverso.

Quindi, si tratta di una “rete di trasporto interstellare”, una sorta di sistema simile alle ramificazioni della metropolitana. Una volta che si è intrapreso il viaggio, quel che accade potrebbe rivelarsi strano. Se si viaggia abbastanza velocemente, infatti, il tempo rallenta. Ecco perchè, se si decide di raggiungere Proxima Centauri alla velocità della luce, per le persone sulla Terra sarebbero trascorsi più di quattro anni, ma il viaggio in sé potrebbe concludersi in pochi giorni. È questo il concetto di viaggio nel tempo.

In Interstellar, si discute proprio di questo. Una riflessione che sembra voler dire che "un'ora trascorsa in un wormhole equivale a sette anni fa sulla Terra". Sono molti i film di fantascienza. E numerosi sono quelli che affrontano determinati tipi di problemi o, semplicemente, ci espongono lo spazio in modo nettamente superficiale. Ma sembra che i presupposti del film siano diversi e, finalmente, si possa parla di space opera. Il che lo renderebbe effettivamente un film dalle sfumature scientifiche.

Federica Vitale

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