190 mila Lego per ricostruire Pompei: la mostra in un museo di Sidney

Pompei Lego

Pompei fatta di Lego: ecco l’originale modello in mostra al Nicholson Museum dell’Università di Sidney (Australia). Una vera e propria narrazione tramite mattoncini: Pompei come era al momento della distruzione avvenuta a causa dell’eruzione del Vesuvio nel 79 dC, il suo aspetto quando fu riscoperta nel 1700, e come è oggi. E l’autore è The Brickman in persona, Ryan McNaught, uno dei soli 12 professionisti Lego certificati, l’unico dell’emisfero australe.

La mostra segue altre dedicate alla ricostruzione di monumenti e siti antichi via Lego, come il Colosseo di Roma e l’Acropoli di Atene, commissionati tutti allo stesso autore. Il museo infatti, che tradizionalmente ospita collezioni di reperti provenienti dalla regione del Mediterraneo, dall’Egitto e dal Medio Oriente, ha aperto questa sezione nel 2012, che sembra riscuotere discreto successo.

E, come le creazioni precedenti, anche quest’ultimo e più ambizioso progetto di McNaught, Lego Pompei, si allinea con gli obbiettivi educativi del museo. Lo studio delle città del Vesuvio è infatti una delle tematiche centrali del programma di storia antica delle scuole superiori del paese, e più di 13 mila studenti ogni anno sono chiamati a rispondere a domande sul sito archeologico.

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Inoltre Pompei costituisce la base dei Corsi di laurea in Storia Romana. Il modello, dunque, fornisce un mezzo per introdurre studenti geograficamente molto distanti dal Mediterraneo e dall’Europa ai temi della vita quotidiana dei romani, alla loro architettura e alla storia degli scavi, in modo visivo, decisamente diverso dalla loro esperienza in aula.

Gli insegnanti possono esplorare con i loro allievi le caratteristiche della città antica, dove è ricostruito tutto, come panetterie, templi e mercati, così come studiare gli scavi archeologici dai modelli del ritrovamento del 1700 e quelli dell’aspetto odierno. Un modo interattivo che mira a stimolare l’interesse degli studenti e a fornire strumenti didattici alternativi ai docenti.

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La mostra è aperta fino al 31 dicembre 2015.

Roberta De Carolis

Foto: The Conversation

Credit: Craig Barker/Nicholson Museum

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