ison perielio storia

La cometa Ison ci ha affascinato, come ha sedotto diversi satelliti intorno al nostro pianeta per molti mesi. Tuttavia, della verde cometa del secolo sembra sia rimasto ben poco. E, dopo attente osservazioni, gli astronomi concordano sul fatto che, giunta al perielio solare lo scorso 28 novembre, di Ison sia sopravvissuta solo una debole scia di polveri.

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La cometa Ison non ce l'ha fatta. O forse si. È stato un passaggio ravvicinato con il Sole quello di ieri, pressapoco alle 20 ora italiana. E, in un primo momento, era apparso come se si fosse disintegrata.

 


 

Alcuni istanti dopo, però, mentre sul web si rincorrevano messaggi di tristezza come se si stesse assistendo alla scomparsa di una grande star, la cometa, o quel che di essa era rimasto, è ricomparsa di nuovo brillante.

Quindi, molto probabilmente, quel che di Ison riusciremo ad intravedere ai primi di dicembre sarà solo qualche residuo della coda, ancora ben visibile dalla Terra. Tuttavia, la luminosità non sarà la stessa. Il nucleo, infatti, sembra non essere sopravvissuto alle temperature del Sole, come dimostrano immagini e video.

Sembra che una parte della coda sia sopravvissuta, ma non il nucleo”, riportava ieri sera il profilo Twitter dell'Esa.

"A questo punto, io sospetto che la cometa si sia frantumata e morta", afferma invece Karl Battams, scienziato presso il Naval Research Laboratory. , che ha unito una chat NASA e Google+ dal Kitt Peak Observatory in Arizona. "Diamole almeno un paio di ore prima di iniziare a scriverne il necrologio".

Gli scienziati, dunque, ritengono che una piccola parte del nucleo di Ison possa essere sopravvissuta al perielio. Passando a soli 1,2 milioni di chilometri dalla superficie solare era comunque inevitabile che la cometa non sopravvivesse indenne. I suoi materiali ghiacciati dovevano per forza vaporizzasi rapidamente a temperature oltre i 2 mila gradi Celsius. E l'immensa gravità della stella avrebbe anche fatto in modo di attirarla a sé e comprimerla fino a decretarne la fine.

Karl Battams ha poi aggiunto: "Vorremmo che la gente ci desse un paio di giorni, solo per osservare altre immagini provenienti dai satelliti. Questo ci permetterà di valutare la luminosità dell'oggetto che stiamo vedendo adesso e come potrebbe essere cambiata. Probabilmente ciò ci fornirà un'idea di quel che compone l'oggetto e che cosa si potrebbe fare nei prossimi giorni e settimane".

Tuttavia, come lo stesso Battams aggiunge, la cometa Ison ha fatto sempre tutto il contrario di quello che gli esperti si aspettavano e, certamente, c'è da supporre che questo oggetto così dinamico si comporti di nuovo in modo straordinario.

Così, mentre si rincorreva la notizia che la cometa Ison, o una parte di essa, poteva essere sopravvissuta al suo incontro con il Sole, contemporaneamente gli scienziati valutavano la situazione con estrema cautela. La gigantesca palla di ghiaccio e polveri era stata inizialmente dichiarata morta quando non era riuscita a riemergere come previsto dal bollente fulgore della nostra stella. Tutto quello che si poteva intravedere era una macchia opaca nelle immagini dei telescopi spaziali e il suo nucleo e la coda apparivano distrutti.

Le immagini successive hanno riportato il bagliore di quello che potrebbe essere un piccolo frammento della cometa. Gli astronomi ammettono di essere sorpresi e felici, ma ora avvertono che tutto può succedere nelle prossime ore e giorni. Questo residuo di Ison potrebbe continuare a risplendere o potrebbe semplicemente esaurirsi del tutto. "Abbiamo seguito questa cometa per un anno e tutto il percorso è stato sorprendente e confuso", ha precisato ancora l'astrofisico Karl Battams. “È normale come, proprio alla fine, quando abbiamo detto 'sì, si è estinta, è morta, l'abbiamo persa nel Sole', un paio d'ore più tardi sia apparsa nuovamente”.

Anche l'Agenzia spaziale europea, tra le prime organizzazioni a decretare la morte di Ison, ha dovuto rivalutare la situazione. Una piccola parte del nucleo, infatti, può essere ancora intatta. In questo modo, la verde cometa Ison, oltre ad essere la più brillante e luminosa cometa del secolo, si dimostrerebbe tanto forte quanto coraggiosa nell'aver resistito alla potenza del Sole. Staremo a vedere nelle prossime ore, come suggeriscono gli esperti.

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Federica Vitale

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La cometa Ison è al suo momento della verità. Se riuscirà a resistere all'incontro con il Sole, saremo in grado di assistere al passaggio di una maestosa cometa e il suo spettacolo sarà la gioia degli astronomi di tutto il mondo. E non solo.

 


 

In queste ore, anche amatori ed appassionati fotografi astronomici hanno puntato i propri sofisticati obiettivi verso quella che è considerata la cometa del secolo.

La cometa Ison è nel mirino dei radar dalla fine dell'anno scorso, quando fu avvistata per la prima volta. Già allora fu ipotizzato che il suo viaggio l'avrebbe fatta precipitare verso la nostra stella e orientarsi, dunque, molto vicino al centro del sistema solare.

Tali previsioni si avvereranno oggi e, probabilmente, in serata, alle 19.30 ora italiana. Ossia quando è previsto che Ison transiterà a soli 1,2 milioni di chilometri dal Sole. Gli astronomi spiegano che il calore intenso insieme all'energia solare potrà causare la definitiva disintegrazione di Ison. Se dovesse sopravvivere e rimanere intatta, invece, continuerebbe la propria traiettoria allontanandosi dal Sole.

Ma le sorprese non finiscono. Gli esperti, infatti, suggeriscono che, se dovesse verificarsi quest'ultima ipotesi, avremo ancora dei momenti suggestivi ai quali assistere nelle prossime settimane. Paul Delaney, professore di fisica e astronomia presso la York University di Toronto, riferisce che le dimensioni e la vicinanza di Ison al Sole potrebbero dar luogo ad uno spettacolo di luci durante le prime luci dell'alba.

Le comete sono poco più che grandi pezzi di roccia che cadono verso Terra, spesso provenienti dal sistema solare esterno. Delaney spiega che all'interno di tali ammassi rocciosi vi è un nucleo di materiale volatile che reagisce al calore. Sebbene diverse decine di comete viaggino vicino al nostro pianeta ogni anno, molti di questi corpi celesti non arrivano a distanza ravvicinata dal Sole. Quelle che ci riescono sono spesso troppo piccole per diventare visibili ad occhio nudo.

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Ison sembra essere un esemplare diverso. Una cometa diventa visibile quando il materiale contenuto nel suo nucleo si riscalda e comincia a far fuoriuscire emissioni di gas. "La cometa viene circondata da questa sorta di nube di gas e quest'ultima può raggiungere decine di migliaia di chilometri di diametro", spiega ancora Delaney. “Ed è quel che ci offre uno spettacolo davvero fantastico qui sulla Terra".

Le comete che passano vicino alla nostra stella, in genere conosciute come comete vagabonde, sono spesso troppo piccole per avere un impatto visivo e suscitare un effettivo interesse per gli astrofili. Ma Ison possiede un nucleo di circa due chilometri di larghezza. Il che la rende relativamente grande rispetto agli altri corpi che affrontano una tale vicinanza al Sole. E tale dimensione rende possibile la produzione di un altrettanto grande nube di gas.

"Non appena nei pressi del Sole, verrà riscaldata a circa 2.700 gradi Celsius. Sarà letteralmente abbrustolita e tutti i materiali volatili intrappolati all'interno potranno potenzialmente esplodere. È proprio questo che, nel caso si avverasse, porterebbe la cometa dalla lunga coda verde a diventare molto più luminosa.

Gli occhi dei telescopi, quindi, sono puntati su Ison. Il sito web della Nasa e quello dedicato alla cometa stessa offrono la possibilità di seguire il passaggio in tempo reale, con notizie e aggiornamenti.  

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Federica Vitale

Image Credit: Nasa

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ison nostradamus

Mentre la cometa Ison continua il suo instancabile viaggio alla volta del Sole e noi, dalla Terra, assistiamo impazienti a quel che sarà del suo destino, sul web si rincorrono storie, aneddoti, profezie immancabili che avvolgono di mistero gli eventi cosmici.

cometa Ison coda

La cometa Ison è a soli 16 giorni di distanza dal suo incontro ravvicinato con il Sole e si trova ora all'interno dell'orbita di Venere, a meno di 103 milioni km di distanza dalla nostra stella. Seppur visibile a occhio nudo già da alcuni giorni, questo nuovo timelapse realizzato dal pluripremiato fotografo Justin Ng mostra il cammino di entrambe le comete individuabili in questo periodo: Ison, appunto, e la cometa 2013 R1, meglio nota come Lovejoy.

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