Mal di testa: scoperti i quattro geni che lo provocano

4geni emicrania

Mal di testa, che tortura! Ma secondo un team di esperti europei e australiani, all'origine del fastidioso malessere vi sarebbero quattro geni. In sostanza, siamo predisposti a soffrire di emicrania, proprio a causa della presenza di tali geni.

Grazie alla ricerca, che fa capo all'International Headache Genetics Consortium, gli esperti sono riusciti ad identificare 4 geni, di cui 2 sconosciuti e 2 già noti, esaminando un campione formato da oltre 11mila persone.

"Stiamo cercando di trovare la base genetica dell'emicrania e questo è l'inizio" ha detto ad HealthDay il dottor Stephen Silberstein, direttore del Centro Cefalee presso la Jefferson University di Philadelphia. I ricercatori hanno esaminato il dna di 2.300 persone affette da emicrania senza aura, e 4.580 soggetti che soffrivano della classica cefalea e 700 che non ne soffrivano. Dalle analisi, è emerso che due dei geni identificati coinvolgerebbero i vasi sanguigni e sarebbero all'origine dei disturbi al flusso sanguigno, da cui scaturisce il mal di testa.

"Lo studio dimostra per la prima volta che un gene specifico influenza questa patologia così comune", spiega Aarno Palotie, che ha preso parte alla ricerca.

"Gli studi di questo tipo sono possibili solo attraverso la collaborazione su larga scala internazionale che riunisce la ricchezza di dati con la giusta esperienza e le risorse," continua un altro ricercatore, il dottor Arn van den Maagdenberg: "I geni identificati potrannno aprire nuove porte per indagare l'origine di questo tipo di emicrania."

Secondo gli esperti, l'emicrania è responsabile della perdita di 25 milioni di giorni a scuola e al lavoro a causa dei suoi effetti invalidanti. Secondo la Mayo Clinic, i sintomi dell'emicrania senza aura includono mal di testa pulsante, nausea, sensibilità alla luce e suono, sensazione di stordimento, visione sfocata.

In realtà, non è solo colpa dei geni, ma di un concorso di cause tra cui anche fattori ambientali come i cambiamenti meteo, ma anche l'assunzione di farmaci, l'alimentazione e lo stress.

Lo studio è stato pubblicato su Nature Genetics.

Francesca Mancuso

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