Premi Nobel 2009: Obama e gli altri vincitori

OSLO - "Gli strumenti della guerra servono a difendere la pace ma la guerra non è mai gloriosa e non dobbiamo mai considerarla tale”. Questo uno dei punti più controversi del discorso di Barack Obama al ritiro del Nobel per la Pace 2009, premio assegnato al Presidente di una nazione coinvolta in due guerre, Afghanistan e Iraq.

Un riconoscimento che vuole essere più un augurio che una constatazione degli obiettivi effettivamente raggiunti. Se poi si considera che il Presidente degli Stati Uniti ha appena approvato l’invio di ulteriori 30.000 soldati nelle zone di guerra, si capisce come l’attenzione di quest’anno sui premi Nobel sia stata catalizzata esclusivamente da questa assegnazione.

Tuttavia non bisogna dimenticare che ci sono anche gli altri premi: fisica, letteratura, medicina e chimica, assegnati nell’evento parallelo tenutosi a Stoccolma.

Il Nobel per la Fisica va a Charles Kuen Kao, scienziato anglocinese e pioniere delle telecomunicazioni che, nel 1966, ha teorizzato come le fibre ottiche potessero sostituire i cavi coassiali in rame nelle trasmissioni telefoniche. Ha calcolato quindi come trasmettere un segnale luminoso a lunga distanza su fibre ottiche di vetro, che oggi sono considerate il mezzo più veloce e sicuro per trasferire grandi quantità di dati. Kao divide il premio con due americani, Willard Boyle e George Smith che vincono invece per il loro lavoro sulle immagini digitali: sono infatti i primi a ottenerle tramite i sensori CCD, ora installati su tutte le fotocamere digitali.

Herta MullerHerta Muller, scrittrice che nei suoi romanzi parla d’oppressione, dittatura ed esilio è soltanto la dodicesima donna ad aver vinto un Nobel per la Letteratura in 108 di storia. Nata in Romania nel 1953, la Muller si rifiutò di collaborare con il regime dittatoriale di Caucescu, perse perciò il suo lavoro da insegnante e fu costretta ad emigrare nel 1987. Ora vive a Berlino, dove ha già ricevuto numerosissimi riconoscimenti per la letteratura, tra cui il prestigioso premio Kleist.

Il Nobel per l’Economia è diviso tra due americani, Elinor Ostrom e Oliver Williamson, per i loro studi su come gli individui cooperano e condividono risorse comuni all’interno delle aziende.

Il premio per la Medicina è condiviso da due donne, Elizabeth Blackburn e Carole Gredier, e da Jack Szostak. Il loro lavoro risolve un grosso problema in biologia, ovvero come i cromosomi possono essere copiati in modo completo durante il processo di divisione di una cellula e come questi cromosomi sono protetti dalla degradazione. Con i loro studi si raggiunge un ulteriore di livello di comprensione della cellula, dei meccanismi con cui si ammalano e si aprono a nuovi orizzonti su potenziali terapie di cura.

Il Nobel per la Chimica è stato vinto da tre scienziati, Venkatraman Ramakrishnan, Thomas Steitz e Ada Yonath per aver svelato il meccanismo per il quale le cellule producono proteine, descrivendo come tali cellule usino i codici genetici per produrre i blocchi costruttivi di un organismo vivente. Un processo fondamentale per la comprensione della vita.

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