Non si torna indietro. Il futuro è a senso unico

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C'è chi spera che gli errori del passato non si ripetano e almeno in termini biologici, arriva una buona notizia: l'evoluzione procede a senso unico, senza cioè tornare mai indietro sui propri passi.

Di questo studio pubblicato sulla rivista Nature, sarebbe felice Charles Darwin che padre della teoria dell'evoluzione, aveva lasciato in eredità a biologi e naturalisti un dubbio "scomodo", ossia che ci fosse la possibilità di un riavvolgimento evolutivo in senso passato.

Il biologo dell'evoluzione Joseph Thornton ed i suoi colleghi dell'Università dell'Oregon, hanno invece risposto a questo dilemma, concentrando i loro studi sul recettore dei glucocorticoidi (GR) e la sua storia evolutiva di più di 450 milioni di anni.

Il recettore dei glucocorticoidi, è importante per la sua capacità di legare il cortisolo e modulare la risposta stressoria ed immunitaria insieme ad altri fattori comportamentali di molti vertebrati.

Manipolando questa molecola, alla base di tutte le cellule animali e vegetali, gli studiosi hanno dissezionato il processo evolutivo per esaminare le mutazioni casuali risultate incompatibili con la forma primordiale del recettore.

Durante gli studi è infatti stato appurato che nel corso dell'evoluzione, per GR si è creata una situazione di vera e propria intolleranza verso le proprie caratteristiche ancestrali "Un po' come se si bruciasse il ponte per tornare indietro" ha commentato Joseph Thornton, per spiegare il risultato della ricerca che ha diretto.

Per arrivare a questa conclusione, il Signor Thornton ed i suoi colleghi, hanno esaminato la conformazione di GR, confrontando l'antenato di 440 milioni di anni fa ed il suo discendente più giovane di 40 milioni di anni.

Nell'ambito di questa "differenza di età", gli studiosi hanno osservato il cambiamento di 37 aminoacidi, di cui 7 in particolare responsabili della forma e della capacità di "agganciare gli ormoni" di GR.

A rendere certa l'impossibilità di inversione di marcia, è stata poi l'applicazione a processo inverso della manipolazione degli aminoacidi; se infatti, in senso evolutivo è stato possibile ottenere una nuova manifestazione di GR, con il processo inverso, il recettore è risultato totalmente "morto".

L'osservazione successiva ha invece permesso di identificare 5 mutamenti extra rendendo il processo tanto complesso da escludere la possibilità "naturale" di un ritorno alle origini.

Lo studio che probabilmente è uno tra i più importanti degli ultimi 15 anni della storia dell'evoluzione biologica, lascia ancora aperte molte domande su come avvenga questo processo, ma Darwin diciamolo, sarebbe comunque soddisfatto.


 

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