La Luna non è poi così arida

mappatura_lunareLa Nasa ha rivelato di aver scoperto la presenza di molecole di acqua e ione idrossido, sulla superficie lunare rendendo così il nostro satellite meno arido del previsto. Non aspettatevi però niente che assomigli a laghi, a fiumi nè tantomeno a ridotissime pozzanghere; si tratta infatti di quantità limitate di molecole che interagiscono con il suolo, presenti soprattutto nelle regioni polari.


A rilevarne la presenza è stato il Moon Mineralogy Mapper (M3), un sofisticato strumento dalla Nasa installato sul Chandrayaan-1, la sonda che oltre a trasportare il Moon Mineralogy Mapper ha concretizzato la prima missione lunare Indiana che lanciata lo scorso Ottobre 2008, ha sancito la cooperazione spaziale tra Stati Uniti ed india.



 

  Nel corso dei mesi e tramite una serie di attentissime manovre, la sonda Chandrayaan-1, ha lasciato il movimento orbitale attorno alla Terra, per "agganciare" l'orbita lunare, diminuendo sempre più la sua distanza dal suolo, su cui ha poi rilasciato il tricolore Indiano e la Moon Impact Probe, strumento di supporto alla missione.


 

 

In seguito e grazie ad M3, gli studiosi hanno potuto rilevare le radiazioni elettromagnetiche con uno spettro di lunghezza d'onda compreso tra i 430 e i 3000 nanometri, aumentando, rispetto alle precedenti missioni, la precisione di rilevazione di luce visibile e ultravioletti. Questo sistema, permette di effettuare una mappatura della distribuzione dei vari minerali e specie chimiche elementari, nonchè delle caratteristiche topografiche lunari in 3D, con una risoluzione mai vista prima, coprendo l'intera superficie lunare.


 

In questo modo sono affiorate le preziose molecole di H2O, la cui scoperta è stata confermata dalle indagini di altri due veicoli spaziali: la sonda Cassini che già nel 1999 aveva rilevato la presenza di molecole d'acqua (anche se la notizia non è stata data fino ad oggi) e la missione Epoxi, che lo scorso Giugno sorvolando la Luna in direzione della cometa Hartley 2 (incontro previsto per il Novembre del 2010), ha confermato le medesime rilevazioni.

Questa notizia oltre ad aprire nuovi dibattiti sull'origine e l'evoluzione del Sistema Solare, segna un nuovo scenario per i futuri progetti spaziali; la missione è infatti anche utile a dimostrare che è possibile completare tutti i passaggi necessari per effettuare dei viaggi interplanetari (dal raggiungimento dell'orbita lunare, alla gestione delle comunicazioni, dei comandi e dei dati). Senza dimenticare che gli odierni razzi a propellente liquido, si "cibano" di idrogeno (in forma liquida) ed ossigeno, entrambi presenti sulla Luna.


Domani il nostro satellite potrebbe diventare una vera e propria stazione di rifornimento e chissà che dietro l'angolo non ci sia un piacevole viaggio su Marte.

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