Russia, una strana malattia neurologica sta colpendo le tigri siberiane. Sempre più vicine all'estinzione

Le tigri siberiane sono in pericolo. I felini che abitano la parte orientale della Russia, la regione dell'Amur-Ussuri, sono da tempo in procinto di estinguersi, ma ad accelerare questo processo pare sia intervenuta anche una nuova malattia neurologica. 

Il sospetto degli scienziati è legato al fatto che Gayla, una tigre partita a caccia di facili prede, si sia disorientata senza alcuna apparente ragione e sarebbe morta. A confermarlo sarebbe anche il Guardian. E si tratterebbe della quarta tigre a morire in questo modo nell'ultimo mese. 

L'associazione russa, Wildlife Conservation Society (WCS), tramite il suo direttore, Dale Miquelle, sostiene che "questa tigre aveva perso la sua paura degli uomini e in genere le tigri dell'Amur non si espongono mai all'osservazione. Era come vedere qualcuno che sa trasformarsi in un vampiro". 

Un'altra cosa strana agli occhi degli studiosi è stata l'abbandono dei cuccioli da parte della mamma tigre, poi trovati morti. Sarebbe proprio quest'ultimo fatto ad aver suggerito al Dottor Miquelle un possibile danno neurologico: "Siamo estremamente preoccupati per la possibilità di una epidemia che potrebbe spazzare via la tigre da questa regione”. 

La malattia potrebbe significare la fine della tigre siberiana, dunque. L'animale, che prima si muoveva dalla Russia all'Asia, negli ultimi tempi è rimasto confinato nella Siberia orientale. Ma tale malattia non è l'unica causa di morte delle tigri, va ricordato infatti il bracconaggio, che continua ad essere al primo posto sulla via dell'estinzione.

Ad oggi sono rimasti in vita solo 150 esemplari di questa specie, nonostante siano tra le specie protette, ma ogni anno vengono uccise 12-16 femmine.

Le autorità russe da tempo stanno vagliando alcune possibilità per salvaguardare la specie, e si spera a breve di poter mettere a punto un vaccino, prima che sia troppo tardi.

Francesca Mancuso


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