Misteri, UAP: 300 casi di sfere luminose non identificate fino ad oggi. "30 volte si è rischiata la collissione con il velivolo"

Un mistero su cui si interroga da tempo il mondo scientifico, domande senza risposta, soltanto ipotesi legate alle testimonianze di chi ha visto. È la strana apparizione di sfere lumonose in concomitanza con i voli di aerei chimici. Già dalla Seconda Guerra Mondiale, si hanno racconti di questo tipo, alcuni di essi basati su fonti militari francesi, britanniche e americane, altre narrate da testimoni oculari, ma il tema è molto complesso.

Dominique Weinstein, del Centro nazionale francese per gli studi sugli UFO, GEIPAN, si è occupato a lungo di queste strane apparizioni e ha analizzato oltre 300 casi di fenomeni aerei non identificati (UAP), raccontati da piloti e militari dal 1947 al 2007. Di essi, ben 39 hanno riguardato effetti elettromagnetici: 15 aerei hanno visto interrompersi le comunicazioni radio, 9 hanno subito danni alle bussole magnetiche, e di queste una ha misurato ed indicato direzioni opposte, 7 radio compassi automatici hanno dato forfait.

Anche la meccanica, talvolta, è stata compromessa. Ben 6 aerei hanno riportato problemi meccanici. Tutte le conseguenze, tuttavia, sono state temporanee e si sono arrestate non appena i foo fighters hanno lasciato la zona.

L'81% di questi incidenti è stato rilevato dagli apparati radar. Ma Weinstein ha individuato 122 casi in cui il rischio potenziale di provocare incidenti aerei è stato molto alto: per 30 volte si è rischiata una collisione con le sfere, 20 volte si è registrato un passaggio molto vicino alla fusoliera del velivolo. Ventiquattro piloti hanno dovuto compiere manovre evasive e tre incontri su cinquanta hanno causato feriti tra i passeggeri. Talvolta anche morti.

Per il direttore esecutivo del N.A.R.C.A.P., Ted Roe, gli eventi più complicati non vengono avvistati dai radar: "A causa del basso tasso di sopravvivenza in caso di collisione aerea e di registrazione attraverso i radar di vari oggetti durante questi eventi non si può affermare con certezza che le sfere volanti non sono state i principali fattori di disastri aerei".

Ted Roe, insieme con Haines, ex scienziato della NASA, sta redigendo un dossier per il Progetto Sfera: "Questo è per me un esperimento. La scienza è un processo graduale. Se si fosse agito nel modo giusto già alcuni decenni orsono, non sarebbe necessario avere un grosso incidente per richiamare l’attenzione del pubblico".

La strada che porta a svelare questo mistero è ancora lunga da percorrere, non bastano le testimonianze e le osservazioni a definire in maniera chiara ciò che periodicamente avviene nei nostri cieli.

Francesca Mancuso

Fonte foto: http://www.ivanceci.it/


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