Dal tubo catodico al.. piatto preferito. Ecco la storia del televisore

TVIl televisore è uno degli apparecchi domestici più utilizzati nelle case della gente. In sigla TV è anche chiamato (impropriamente) televisione ed è l'apparecchio elettronico per la fruizione della trasmissione di contenuti fatti da immagini in movimento. Oggetto da intrattenimento e compagnia, rivelatosi successivamente fondamentale per la comunicazione di massa, il televisore si è evoluto in un tempo relativamente breve.


Da un punto di vista tecnologico, l'inizio della storia di questo apparecchio può essere fatto risalire al 25 Marzo 1925, quando a Londra, l'ingegnere scozzese John Logie Baird, ne diede dimostrazione nel centro commerciale Selfridges. All'epoca, la dimostrazione risultò per così dire, un po' giù di tono. Erano solo due, infatti, le tonalità di grigio rappresentate.


La trasmissione a distanza di immagini in movimento con una vasta gamma di grigi, quella per intendereci che comunemente chiamiamo in bianco e nero, fu realizzata solo qualche mese dopo. Nasceva così la televisione elettromeccanica, la prima versione analogica della TV, in cui riprese e visione dipendevano da un dispositivo elettromeccanico.


La risoluzione verticale era di 30 linee e la frequenza era di 5 immagini al secondo: in pratica si trattava di una macchia a strisce in cui si individuava a grandi linee l'immagine trasmessa. Una soluzione piuttosto primitiva se pensate alle odierne risoluzioni in HD (alta definizione) di 1080 x 1920, per un totale di ben 2,073,600 pixel (la versione digitale delle linee verticali).

Solo 2 anni dopo, nel 1927, veniva inventato a San Francisco il tubo a raggi catodici, la tecnologia utilizzata tutt'oggi, che ha permesso la diffusione della TV su larga scala.

Il televisore faceva un grande passo, trasformandosi da apparecchio elettromeccanico ad elettronico.


Da allora, accanto alle continue migliorie apportate a questo oggetto tecnologico, nasceva un vero e proprio filone focalizzato sulla diffusione di contenuti visivi e sonori, definito televisione, termine stabilito nel 1946, durante la conferenza mondiale delle radiocomunicazioni di Atlantic City.

In  Italia, la diffusione dei televisori è avvenuta con moderazione a partire dagli anni '30.

All'epoca e fino alla fine degli anni '50, si trattava di un vero e proprio bene di lusso, che si trovava in pochissime case ed in alcuni bar.

Vero e proprio strumento di aggregazione, il televisore era il pretesto per trovarsi tutti insieme a casa del vicino, piuttosto che in una piazzetta, mentre la televisione offriva una vera e propria esperienza pedagogica.

L'unità linguistica italiana si attribuisce non per scherzo, allo storico presentatore recentemente scomparso, Mike Bongiorno, che con il suo programma "Lascia o raddoppia" univa gli italiani educandoli ad una lingua comune.

Nel 1974 La Corte Costituzionale legittimava l'esistenza della TV via cavo, un'importantissima svolta nell'ambito televisivo. Era l'alba della proliferazione di emittenti e TV locali e il televisore diventava il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza offrendo all'industria dell'elettronica e della tecnologia in generale l'opportunità di focalizzare esperimenti e ricerche per offrire prodotti sempre più innovativi.

Il percorso tecnologico di questo oggetto che oggi diamo quasi per scontato, ha avuto una notevole impennata evolutiva a partire dal 1985, anno in cui sono stati eseguiti i primi esperimenti di TV ad alta definizione (HD).


La qualità dell'immagine è diventata una vera e propria ossessione di mercato, volta ad offrire al consumatore, esperienze sempre più gratificanti. A meno di dieci anni di distanza, nel 1994 si è passati dalla classica immagine in 4/3 ai 16/9 (rapporto tra larghezza e altezza), per offrire anche sul piccolo schermo, una visione più vicina a quella panoramica del cinema. Solo 3 anni dopo, nel 1997 la Pioneer, ha venduto il primo televisore al plasma al pubblico, con la prerogativa di offrire una nuova concezione di TV, con uno schermo piatto, un'ottima luminosità ed un'ampia gamma di colori. Il costo era decisamente accessibile a pochi, tuttavia già nel 2000, la più economica tecnologia LCD (Liquid Crystal Display), è approdata anche ai televisori, diffondendo schermi piatti più economici.

A partire dal 2003, il digitale terrestre è entrato nelle case degli italiani, rappresentando il vero e proprio passaggio dall'esperienza analogica a quella digitale. Solo 3 anni fa invece SKY, la piattaforma televisiva commerciale fornita a pagamento, ha invece introdotto quattro canali trasmessi in HD, per andare incontro alla crescente diffusione di apparecchi compatibili.

E nel futuro?

Il futuro del televisore è già segnato dalla tecnologia OLED, una tecnologia che permette di realizzare display a colori con la capacità di emettere luce propria. Con uno spessore medio di 1 solo millimetro, questi schermi sono quasi trasparenti e a differenza dei display a cristalli liquidi, non richiedono componenti aggiuntivi per essere illuminati (i display a cristalli liquidi vengono illuminati da una fonte di luce esterna), ma producono luce propria.


In futuro, grazie a questa tecnologia, avremo TV addirittura pieghevoli e arrotolabili. Anche se probabilmente, prima di arrivare a questo, cambierà il nostro modo di vedere la tv: l'esperienza 3D, già approdata al cinema approderà al piccolo (si fa per dire), schermo. E mentre l'Unione Europea all’interno del 7mo Programma Quadro, ha deciso di investire in un progetto integrato di ricerca (chiamato CombOLED) al fine di ridurre i costi complessivi dei device OLED e di realizzare il primo device trasparente su grande superficie, la televisione continua a sperimentare nuove forme di intrattenimento, dai reality alle nuove series.

E anche se questo elettrodomestico cambierà forme e dimensioni, i suoi contenuti, come disse qualcuno,  rimarranno sempre gomma da masticare per gli occhi.


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