Russia, il Cremlino annuncia per il 2011 un campionato di scacchi tra robot

Ricordo quella sesta partita giocata l'11 maggio 1997 a New York. Da una parte il campione del mondo in carica, con il punteggio Elo più alto mai raggiunto: Garry Kasparov; dall'altra, Deep Blue, il computer progettato dalla IBM, con milioni di aperture, varianti e finali memorizzati in una miriade di chip.

Alla più semplice mossa di Kasparov, il prodigio dell'IBM avrebbe analizzato le migliori partite mai giocate nella storia degli scacchi, e risposto con la variante più incisiva. Mica uno scherzo: non solo l'uomo e la macchina, ma uno scacchista contro le magie dei migliori Grandi Maestri di tutti i tempi.

"Un'impresa impossibile", dicevano. Deep blue infatti era stato riprogrammato dopo la dèbacle dell'anno precedente sempre contro il campione russo. E l'epilogo, dopo circa 11 mesi, fu sorprendente tanto quanto le polemiche che destò: la macchina sconfisse l'uomo, in un secondo match così discusso da far chiedere a Kasparov l'elenco delle operazioni decisionali efffettuate dal processore di Deep Blue.

 

Si sospettò la mano di un uomo a sostenere una mancata capitalizzazione del computer. Dopodichè tre patte, e la sesta, di nuovo a Deep Blue. Le azioni dell'IBM impennarono e dal Cremlino il j'accuse agli "strateghi imbroglioni statunitensi".

Era la prima volta che un campione del mondo russo perdesse contro un computer, e perlopiù progettato da un'azienda americana. Da quel giorno l'idea di un 'robo-scacchista' non entusiasmò più i sovietici.

Eppure oggi le cose sembrano cambiate. Il governo russo annuncia che "nel 2011 si svolgerà un campionato riservato solo alle macchine". Però, giusto una differenza: queste non dovranno limitarsi ad elaborare dati per decidere le mosse, come Deep Blue, ma "dovranno essere in grado di muovere fisicamente il pezzo e stoppare l'orologio che scandisce il tempo a disposizione".

E Konstantin Kostenjuk si lancia, realizzando un prototipo che verrà presentato al cybertorneo del prossimo anno. "Devo apportare delle modifiche", chiosa, anche se finora solo il supervisore della Federazione scacchistica russa, Arkady Dvorkovich, è riuscito a strappargli un incontro a causa della scadenza del tempo. A breve saranno dunque tecnologie e software a farla da padrone e agli uomini non resterà che fare gli spettatori.

Spazio infine anche a "chi dubita che un confronto tra giocatori che non esprimono emozioni possa risultare avvincente". Perciò la replica di Kostenyuk: "Voglio insegnare al mio pupillo a stringere la mano dell'avversario a fine partita. Magari con un bel sorriso".

Augusto Rubei


 

 

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