Tè verde e vino per distruggere la cellula chiave della crescita del cancro alla prostata

Tè  verde e vino per inibire la crescita del tumore alla prostata. Questa incredibile scoperta, pubblicata sulla rivista FASEB, sostiene di poter spiegare come gli antiossidanti del vino rosso e del tè verde possano distruggere una delle cellule chiave per la crescita del cancro alla prostata. 

Per giungere a tale conclusione, gli scienziati hanno condotto degli esperimenti in vitro, che hanno poi dimostrato come l'inibizione della kinase-1/sphingosine sfingosina 1-fosfato (SphK1/S1P) fosse essenziale al tè verde e ai polifenoli del vino, per uccidere le cellule tumorali della prostata. Successivamente, i topi geneticamente modificati per sviluppare il cancro alla prostata umano, sono stati divisi in due gruppi: il primo è stato trattato con tè verde e polifenoli del vino, mentre il secondo non è stato trattato.  

Ebbene, solo il gruppo di topi 'curati' a base di vino e té hanno mostrato una ridotta crescita del tumore. A confermarne l'efficacia è stato effettuato anche un secondo esperimento, in cui tre gruppi di topi sono stati trattati con acqua potabile, acqua potabile insieme ad un composto di tè verde (EGCG) e acqua potabile con una miscela differente dal tè verde, il Polyphenon E. I risultati hanno mostrato una diminuzione drastica delle dimensioni del tumore nei topi che avevano bevuto l'EGCG o la miscela di E Polyphenon.

"Il profondo impatto che gli antiossidanti del vino rosso e tè verde hanno sul nostro corpo è più di quanto si sarebbe sognato anche solo 25 anni fa", ha spiegato Weissmann, caporedattore di FASEB. "Finché sono presi con moderazione, tutti i segnali indicano che il vino rosso e tè verde possono essere classificati tra i prodotti dietetici più potenti che conosciamo".  

E aggiunge: "Non solo l'SphK1/S1P è in grado di svolgere un ruolo attivo nel contrastare il cancro della prostata, ma svolge anche un ruolo in altri tumori, come il cancro al colon, cancro al seno e il cancro gastrico".

Questa scoperta potrebbe aprire nuovi scenari come lo sviluppo di farmaci per arrestare o quantomeno rallentare la progressione del cancro o, ancora,  migliorare le terapie già esistenti.

Francesca Mancuso


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