Elezioni, l'Universidad Carlos III de Madrid sviluppa un nuovo sistema di voto "per una società più democratica"

La democrazia può migliorare ed è possibile combattere l’astensione dal voto: lo affermano i ricercatori dell’ Universidad Carlos III de Madrid, i quali hanno sviluppato un sistema di voto diverso da quello 'classico', che prevede la possibilità di fornire diverse preferenze, assegnando loro un numero come espressione di indice di gradimento (sistema di votazione a pluralità), invece che scegliere una sola opzione. 

Lo studio, pubblicato su European Journal of Political Economy, parte dal presupposto che, in base alle teoria economica, la metodologia classica di esprimere volontà politica non è efficace a massimizzare quello che i sociologi chiamano il 'social well-being', ovvero lo stare bene in società.

Infatti, la possibilità di dare un sola preferenza spinge le persone, a volte, a non votare per il partito preferito pensando che non abbia alcuna probabilità di vincere; è possibile anche un certo grado di frustrazione e risentimento dovuti ai sospetti che la minoranza perdente abbia in realtà più potere della maggioranza.

Il social well-being è un complesso sistema di componenti in cui giocano un ruolo chiave il contributo e l’integrazione sociale, e in questo scenario soprattutto il primo viene rafforzato fortemente dall’incremento di fiducia nella possibilità che la voce di ciascuno venga realmente ascoltata.  

Robert F. Veszteg, del Dipartimento di Economia dell’ Universidad Carlos III de Madrid, illustra i principi della teoria in un semplice esempio in cui un gruppo di amici vuole andare al cinema e deve raggiungere un compromesso per scegliere il film che possa accontentare tutti. In questa situazione si immagina che ciascuno abbia a disposizione dei veri e propri voti per esprimere le preferenze e che queste siano più di una.  

Tanto nel semplice esempio quanto nella più complessa teoria del sistema di voto, tuttavia, si verifica immediatamente il problema di minimizzare l’effetto di persone tendenzialmente spinte a dare numeri esageratamente alti, cosa che comprometterebbe la bontà dei risultati elettorali.

Per ovviare a questo problema, i ricercatori suggeriscono di avvalersi della statistica, eliminando unità individuali 'spurie', cioè evidentemente fuori dal range delle valutazioni numeriche medie, e dividendo ciascun valore per la deviazione standard (standardizzazione). In questo modo, assicurano gli studiosi, gli effetti di 'esagerazioni numeriche' vengono eliminati e la valutazione complessiva risulta oggettiva e più democratica della metodologia odierna. 

Abbiamo mirato ad un sistema relativamente semplice di voto che proteggesse le minoranze nelle situazioni che abbiamo descritto, e dove la loro salvaguardia rientrasse nello scopo di ottenere l’intero star bene in società”, afferma Veszteg. L’obiettivo, come nel semplice esempio illustrato in precedenza, non è solo accontentare la minoranza, ma far sì che la sua tutela serva all’intera società, evitando meccanismi di frustrazione o totale astensionismo dalla politica. 

Il modello matematico è piuttosto complicato, pertanto i ricercatori hanno optato per l’uso di un metodo sperimentale che validasse la loro proposta. L’esperimento è stato condotto con gli studenti, invitati a prendere decisioni davanti a un computer in alcune ipotetiche situazioni, usando sia il sistema di votazione a pluralità che la standardizzazione. I dati raccolti da questo esperimento potrebbero essere usati per verificare il modello ed eventualmente estenderlo con i nuovi dati sperimentali.

Roberta De Carolis

Fonte foto:http://www.ilgiornale.it/


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